Sport – Calcio – Un arbitro – Foto d’archivio
Fabrica di Roma – Perde la testa a causa di un’espulsione e aggredisce gli arbitri con spinte e sputi.
E’ accaduto sabato scorso, 9 aprile, durante il match di calcio a cinque tra Città di Anzio e Real Fabrica di Roma terminato 5-4 a favore dei padroni di casa.
In piena lotta per non retrocedere, al centro sportivo Santa Barbara di Nettuno gli ospiti hanno giocato una gara nervosa culminata con il gol vittoria subito in extremis.
Il postpartita ha portato alla maxi squalifica di un anno per un calciatore del Real Fabrica.
“Espulso per somma di ammonizioni – si legge nella nota del giudice sportivo -, per proteste nei confronti dell’arbitro e comportamento scorretto nei confronti di un avversario, alla notifica del provvedimento si avvicinava all’arbitro numero 2 e con fare minaccioso lo spintonava con le mani sul petto senza procurargli dolore, rivolgendogli nella circostanza frasi offensive e minacciose, desistendo da tale condotta solo grazie all’intervento di alcuni suoi compagni che lo allontanavano con forza nello spogliatoio.
A fine partita penetrava nuovamente sul terreno di gioco e raggiungeva l’arbitro numero due a centrocampo continuando a inveire nei suoi confronti. Una volta fatto rientro nello spazio antistante gli spogliatoi avvicinava anche l’arbitro numero 1 tentando di aggredirlo senza riuscirvi in quanto tempestivamente bloccato dai propri compagni, offendendolo e minacciandolo, e nel contempo gli sputava più volte contro attingendolo alla divisa, in più parti del corpo nonché al volto e al collo“.
Per il Real Fabrica, invece, 350 euro di multa “Per indebita presenza al termine della gara di propri sostenitori in campo avverso, nello spazio antistante gli spogliatoi, che rivolgevano frasi offensive nei confronti degli arbitri e gli lanciavano contro delle bottiglie di acqua vuote senza colpire”.
Samuele Sansonetti
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