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Viterbo - Lillo Di Mauro, vicesindaco di Sutri e attivista storico del movimento di liberazione omosessuale sulle mancate scuse dell'attore

“Barbareschi conferma solo la sua pochezza morale e culturale…”

di Daniele Camilli
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Viterbo – “Barbareschi che non chiede scusa conferma solo la sua pochezza morale e culturale”. Lillo Di Mauro è il vice sindaco di Sutri. Anche lui venerdì mattina era accanto al sindaco Vittorio Sgarbi e al ministro del governo Draghi, Massimo Garavaglia, quando è stata data la parola all’attore, ed ex deputato del Popolo delle libertà, Luca Barbareschi, che di punto in bianco ha parlato di “mafia dei froci e delle lesbiche” cambiando totalmente senso alla giornata, dedicata invece, almeno nelle intenzioni degli organizzatori, all’inaugurazione della mostra “Eccentrici e solitari”.

“Voglio ribadire e rappresentare ancora di più il mio dissenso – ha detto Di Mauro, che già venerdì stesso aveva manifestato tutto il suo dissenso appena sentite le parole di Barbareschi -. E lo faccio come omosessuale attivista del movimento e anche come vice sindaco di una città come Sutri. Una città tollerante, in cui vivo e convivo con un compagno da tantissimi anni senza aver mai subito una discriminazione. Persone come Barbareschi – ha poi aggiunto – quando mettono piede a Sutri farebbero meglio a rendersi conto dove sono, prima di esprimersi in certi modi e con certi toni”.

“Persone che hanno subito sulla loro pelle la discriminazione per secoli – ha concluso infine Lillo Di Mauro – non possono accettare che un eterosessuale, che è stato pure un deputato, vada ad attribuire a una presunta mafia omosessuale quelli che poi sono i suoi fallimenti”.


Sutri - Lillo Di Mauro e Vittorio Sgarbi

Sutri – Lillo Di Mauro e Vittorio Sgarbi


Di Mauro, che ne pensa delle dichiarazioni di Luca Barbareschi?
“Già venerdì ho espresso il mio dissenso nei confronti di Luca Barbareschi dicendogli che hanno un’ossessione nei confronti dell’omosessualità. Mi sono poi indignato quando ha voluto attribuire a una mafia lesbica e omosessuale i suoi insuccessi. Sono due anni e mezzo che sto insieme a Vittorio Sgarbi. Il più delle volte le sue sono battute provocatorie e personalmente ho anche contestato alcuni suoi atteggiamenti. Ma Vittorio Sgarbi non è mai arrivato a un livello di volgarità e di violenza come quello espresso da Barbareschi. Fra l’altro una cosa inaspettata, in occasione della presentazione di una mostra, davanti a tutta quella gente e in presenza di un ministro della Repubblica. Nessuno avrebbe mai immaginato certe espressioni”. 

Secondo lei Sgarbi dovrebbe prendere pubblicamente le distanze da quanto ha affermato Barbareschi oppure no?
“Sgarbi l’ha già fatto venerdì”.

Anche lui, però, qualche battuta l’ha fatta…
“Sgarbi dice le cose in maniera provocatoria, non discriminatoria. Sono due cose diverse. Lo conosco bene. Sgarbi non è mai discriminatorio. Nella mostra che abbiamo presentato venerdì, ci sono 4 artisti che sono omosessuali. A Palazzo Doebbing Sgarbi ha poi portato i ritratti di Pasolini scattati da Pedriali”.

Anche Barbareschi sostiene che quanto ha detto non è discriminatorio…
“Barbareschi va a giustificare una cosa molto grave. Un conto è fare una battuta, e pure questa non è giustificabile. Un conto è dire che ci sono lobbies gay. Un conto è inoltre tirare fuori un’ipotetica mafia omosessuale. Ecco, questa non è una battuta. Ci sono dei termini che non possono essere accolti”.


Sutri - Luca Barbareschi

Sutri – Luca Barbareschi


Che cosa si aspetta adesso da Barbareschi?
“Intanto dovrebbe scusarsi. Dopodiché dovrebbe spiegare le cose che ha detto. Ieri non mi potevo mettere a litigare con lui. L’ho soltanto stoppato”. 

Barbareschi ha da poco scritto sulla sua pagina Facebook: “Sono a favore di tutte le diversità a patto che, a loro volta, non discriminino altri con atteggiamenti mafiosi di appartenenza. Sarebbe più interessante se i social si occupassero di bellezza e letteratura, teatro e cinema. Non di sciocchezze strumentali”. Che ne pensa?
“Quanto scrive è assolutamente inaccettabile. Innanzitutto mafia e omosessualità non hanno nulla a che fare. La mafia ce l’hanno insegnata gli omosessuali. La mafia non vuole i gay. La mafia i gay li uccide. Persone che hanno subito sulla loro pelle la discriminazione per secoli non possono accettare che un eterosessuale, che è stato pure un deputato, vada ad attribuire a una presunta mafia omosessuale quelli che poi sono i suoi fallimenti. Non solo, ma Barbareschi che non chiede scusa conferma solo la sua pochezza morale e culturale”.

Dopo l’inaugurazione lei e Barbareschi vi siete parlati?
“L’ho incontrato un momento perché mancava una madonnina alla figlia che espone una sua opera a palazzo Doebbing nell’ambito della mostra inaugurata venerdì. Poi se ne è andato. Non l’ho nemmeno salutato”.

Daniele Camilli


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1 maggio, 2022

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