![]() Chiara Frontini |
Riceviamo e pubblichiamo – Sono ormai decenni che si parla della riqualificazione del centro storico, di Viterbo città turistica, Viterbo città termale, negli ultimi giorni anche di museo del Conclave.
Appunto, si parla, proprio come sta avvenendo in queste settimane anche qui, sul palco di Tusciaweb.
Ma chi come Viterbo2020 si candiderà ad amministrare la città, sopra ogni cosa deve essere concreto: la chiave di volta è il piano strategico, che ispira la nostra visione globale della città, connettendo tutte le diverse aree di intervento di un’amministrazione – dai servizi sociali, all’urbanistica, all’ambiente, alla mobilità, alle politiche del lavoro etc – che Viterbo2020 sta componendo ed illustrerà ai cittadini in un incontro dedicato.
All’interno di esso, elemento fondante è il progetto 7-R, un progetto di riqualificazione dei palazzi storici di proprietà del comune.
Da tempo Viterbo2020 con la sua commissione di esperti sta seguendo la questione legata al recupero dei palazzi storici di proprietà dell’ente comunale come priorità di programma per la riqualificazione del centro storico e l’investimento di fondi pubblici (e privati tramite formule di project financing o PPP partenariati pubblico-privato) tali da costituire un volano per l’economia locale. Il tutto lo abbiamo riassunto nella formula Progetto delle 7-R:
Recupero
Riqualificazione
Resilienza
Rinnovabili
Riuso
Riciclo
Relazioni
Il primo problema che un amministratore si trova ad affrontare è la cronica mancanza di fondi interni. Per questo il “Progetto 7-R” dà la soluzione. Si tratta di una proposta di concessione demaniale per 99 anni: le imprese che affittano un bene a titolo gratuito si impegnano nella ristrutturazione, discutendo con il Comune (che rimane proprietario) sulla destinazione d’uso che sarà regolamentata in base alle mutue necessità di investitori ed ente pubblico.
A monte, verrà effettuata da parte del Comune ovviamente un’analisi strutturale per quantificare il valore delle opere: operazione questa che può essere realizzata anche tramite l’utilizzo di fondi europei. Ma c’è di più: pensiamo a lottizzazioni parcellizzate in base alla possibilità degli imprenditori.
Ogni ditta può concorrere per un solo lavoro e l’appalto verrà affidato sulla base di grandezza delle opere precedenti. Si ottengono così molteplici vantaggi:
– ristrutturiamo il centro storico a costo zero per il comune, eseguendo interventi di restauro che conservano il patrimonio storico-edilizio esistente
– rimettiamo in moto l’edilizia sia per i grandi costruttori che per le piccole imprese, che più hanno risentito della crisi
– spostiamo l’attenzione dalle periferie ad centro storico reso vivibile, bello, nuovo e pulito, aiutando sia le attività commerciali che incentivando nuovi residenti
– rendiamo produttivi fabbricati ed aree finora economicamente sterili e ferme.
Non molto tempo fa ci concentrammo sull’immobile di piazza Fontana Grande dove era ubicato l’ex Tribunale, all’interno del quale abbiamo proposto di istituire un centro polivalente di servizi per il lavoro, dismettendo gli affitti che il comune paga per il Cpi di via Cardarelli e il Col di Via Treviso, e restituendo funzionalità e dignità ad una delle piazze più belle della città.
Il tutto all’interno di un discorso complessivo di ristrutturazione della viabilità e della mobilità nel centro storico (piano parcheggi), che affronteremo a breve in un incontro tematico nella nostra Home.
Ovviamente senza dimenticare le associazioni. Fino a oggi gli spazi comunali sono stati concessi in modo arbitrario dalla giunta comunale senza alcun progetto preliminare né meccanismo di valutazione dell’utilizzo delle sedi.
Dare gli spazi alle associazioni culturali e di volontariato vuol dire offrire alla città nuove occasioni di aggregazione e di produzione di eventi e manifestazioni che contribuiscono a rendere il nostro centro storico più vivo: all’interno del nostro Progetto 7-R abbiamo accolto la proposta di istituire un indice di merito che vincoli le associazioni culturali e di promozione del territorio affittuarie del Comune a realizzare un numero minimo di eventi pubblici annuali (mostre, spettacoli, corsi etc) che si andrebbero a sommare a quelli comunali per rendere ancora più ricca la vita nel centro storico.
Il piano di rivitalizzazione del centro deve coinvolgere tutti: ente pubblico, operatori economici, associazioni e cittadini affinchè sia veramente efficace.
Questo approccio alla progettazione dello spazio urbano è contenuto nel più ampio piano strategico di Viterbo2020 il quale affronta, tra l’altro, la drammatica mancanza a Viterbo di spazi di aggregazione e socialità tramite la creazione (e riqualificazione) di piazze vivibili come elemento centrale per migliorare lo scambio relazionale e quindi la qualità della vita ispirandosi a una cultura basata sulla centralità della persona, che vive in relazione con le altre persone e in relazione con la storia e l’identità locale.
Chiara Frontini
Viterbo2020
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