Tarquinia – La tomba dei Vasi dipinti
Roma – “Tarquinia è patrimonio dell’umanità e la Danimarca è intervenuta per salvare la tomba dei Vasi dipinti”. L’archeologo Daniele Federico Maras presenta la ristrutturazione del capolavoro etrusco presente alla Necropoli dei Monterozzi.
La conferenza stampa organizzata dalla Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per la provincia di Viterbo e per l’Etruria meridionale è ospitata dall’Accademia di Danimarca presente a Roma.
Tarquinia – Tomba dei Vasi dipinti – La parete di destra prima del restauro
Il restauro, nel segno della tutela, ha portato a nuova vita la straordinaria tomba, scoperta nel 1867 e gravemente danneggiata dai ladri d’arte. Nel 1963 i “tombaroli” utilizzarono una motosega per tagliare e rubare ampie porzioni della decorazione dipinta, causando enormi danni. Danni che sono stati tamponati grazie al contributo della Ny Carlsberg foundation, che ha finanziato i lavori tramite dell’Accademia di Danimarca con un accordo di sponsorizzazione tecnica.
“L’operazione è iniziata pochi anni fa ed è stata portata a termine con successo alla fine del 2021 – prosegue Marras -. Stiamo parlando di una delle tombe più preziose presenti a Tarquinia, che è considerata uno dei capolavori della Necropoli. La situazione, tra usura del tempo e ladri, era quasi disperata e fortunatamente tutto è andato per il meglio”.
Tarquinia – La tomba dei Vasi dipinti – Il restauro
La tomba dei Vasi dipinti è una camera quasi quadrata di circa tre metri per tre. L’altezza è di due metri e il soffitto a doppio spiovente è decorato con un motivo a fiori. Ippocampi e serpenti ornano la mensola di sostegno del soffitto. Il nome è dato dalla parete di destra, che ritrae una serie di vasi.
L’intervento di restauro non è stato solo un progetto di conservazione, ma ha permesso di riportare la tomba al suo antico splendore. Grazie a foto e acquerelli d’epoca, e altri simili conservati alla Ny Carlsberg Glyptotek di Copenaghen, si è potuta integrare una parte delle figure perdute, tra cui la rappresentazione di uno scambio di affetto coniugale. E’ stata inoltre rinvenuta una nuova porzione della decorazione comprendente una danzatrice, rimasta finora ignota poiché avvolta da un velo calcareo.
Tarquinia – La tomba dei Vasi dipinti – Il restauro
“Il lavoro ha coinvolto tutte le pareti – ha spiegato Mariangela Santella, tra i curatori del restauro –, che si presentavano in alto stato di degrado. La chiusura precedente, con una porta non adatta, pregiudicava l’integrità della tomba e causava sia fenomeni di evaporazione che di sollevamento di porzioni di intonaco dipinto. Grazie al recupero di frammenti caduti a terra sono state recuperate ampie parti di dipinto, mentre le stuccature di cemento sono state rimosse. I distacchi di roccia e intonaco sono stati consolidati, le lacune del supporto stuccate, le patine saline rimosse e i frammenti precedentemente archiviati puliti e ricollocati. Le parti rimosse dai clandestini sono state ricostruite tramite documentazione storica“.
Presente alla conferenza anche Annette Rathje, professore emerito all’università di Copenhagen che ha presentato una relazione storica.
Samuele Sansonetti
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