Orte – 20mila euro di multa per il comune di Orte da parte del Garante per la protezione dei dati personali. Tutto per colpa delle fototrappole installate come deterrente contro il fenomeno dell’abbandono abusivo di rifiuti, ma utilizzate “senza che i soggetti ripresi fossero consapevoli di tale circostanza”.
A denunciare l’accaduto è il gruppo Direzione domani, che ha pubblicato il provvedimento del garante a carico dell’amministrazione comunale ortana.
Secondo quanto si legge sul provvedimento stesso, l’autorità per la protezione dei dati personali aveva avviato la sua istruttoria all’inizio del 2020, dopo aver ricevuto la segnalazione della presenza di “dispositivi di video/audio ripresa verosimilmente compatibili con le fototrappole che normalmente si utilizzano per la repressione dei reati di illecito smaltimento dei rifiuti, sebbene nessun documento in materia sia apparso pubblicato all’albo pretorio del comune”.
Il garante spiega che il comune di Orte “ha sostanzialmente omesso di considerare i profili di protezione dei dati sottesi al trattamento in questione, prima di effettuare lo stesso. Il titolare ha, peraltro, prestato una scarsa collaborazione con l’autorità nel corso dell’istruttoria, fornendo informazioni ed elementi caratterizzati da vaghezza e imprecisione, ben oltre i termini assegnati ed ha trattato i dati personali di un numero elevato di interessati, sebbene durante un lasso temporale non particolarmente esteso”.
A sua difesa, il comune ha spiegato “di aver effettuato un limitato utilizzo delle fototrappole, al solo fine di testarne il funzionamento, di aver successivamente collocato saltuariamente i dispositivi sul proprio territorio, privi di scheda e batteria, come forma di dissuasione, per poi cessare del tutto ogni utilizzo degli stessi”.
Motivazioni che però non sono state sufficienti per il garante, che ha deciso di punire l’amministrazione comunale di Orte con la multa di 20mila euro. “Si confermano le valutazioni preliminari dell’ufficio – recita il provvedimento – e si rileva l’illiceità del trattamento di dati personali effettuato dal comune, per aver trattato dati personali mediante dispositivi video, in violazione del regolamento”.
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