– A Viterbo è tempo di consultazioni elettorali per il rinnovo del consiglio comunale e per l’elezione diretta del sindaco, consultazione che si svolgerà il 25 e 26 maggio prossimi.
La scelta del sindaco della città capoluogo e della sua amministrazione anche se chiaramente sarà determinata dal voto degli elettori e delle elettrici residenti nel comune di Viterbo, sono convinta che riguarda la vita di tutti i cittadini della Provincia che sempre più spesso usufruiscono dei luoghi di lavoro degli esercizi commerciali, dei servizi sanitari, delle scuole, delle iniziative culturali e dell’Università della Tuscia che richiama studenti e studentesse provenienti dall’intera penisola.
Viterbo è una città che va totalmente rinnovata nel modo di amministrare la cosa pubblica, che ha bisogno di una rottura netta con il passato e con un potere troppo sedimentato nel tempo, è una città che deve ripensare il suo sviluppo sociale, economico e culturale e questo lo potrà fare se saprà ritrovare la sua anima, l’amore verso se stessa e se sarà capace di sognare in grande.
L’occasione per i viterbesi sta nel saper scegliere i candidati giusti, coloro che avranno la capacità di riaccendere quel sogno e che sapranno aiutarli a ritrovare quel forte senso comune di appartenenza ad una collettività dalle radici antiche che affondano in una terra ricca di storia e di tesori sepolti.
Siamo a una svolta epocale in Italia e nel mondo, i fatti di questi giorni ce lo dimostrano: l’elezione di un pontefice dell’America Latina, quella dei presidenti di Camera e Senato come persone del tutto nuove, la grande manifestazione a Firenze contro tutte le mafie che si è fermata di fronte alla casa dove è morto don Lorenzo Milani, quel prete scomodo che fondò sulle colline fiorentine, la scuola di Barbiana per dare una cultura ai figli dei contadini.
E’ mai possibile che Viterbo non si possa scuotere dal suo torpore, neanche di fronte ad eventi di tale portata e pure mi sembra che le primarie del centro sinistra e le elezioni politiche e regionali un terremoto lo abbiano determinato.
Come mai allora per l’establishment del Pd provinciale non è ancora suonata la sveglia?
Come mai hanno fatto ricadere la scelta su Leonardo Michelini, come candidato principale alle primarie del centrosinistra del 7 aprile, che sarà senza dubbio una persona di tutta rispettabilità, ma sicuramente non rappresenta il rinnovamento e il cambiamento richiesti dai cittadini, anche per il codazzo che si porta dietro e l’uscita di Osbat e Cortonesi dalla coalizione, fatta passare molto in sordina non è di per se una bella cosa e né di buon auspicio.
Credo che il filo conduttore per ridisegnare lo sviluppo economico e sociale della città debba essere la cultura, perché è con una nuova visione culturale che dobbiamo ripensare l’agricoltura, l’industria, il commercio, i collegamenti, le infrastrutture, i servizi, l’assetto urbano, il turismo, lo spettacolo, i beni architettonici ed ambientali.
Sono convinta infine e su questo mi ero già espressa tempo addietro, che dal sindaco e dall’amministrazione della città di Viterbo possa scaturire una grande valorizzazione della Tuscia nella sua interezza, terra di mezzo come qualcuno l’ha definita, ma non quella immaginaria di Tolkien e neanche quella fra due mari, copiata da un progetto di un dirigente dell’Anas, ma quella reale e suggestiva che tutti conosciamo perché è in mezzo a noi, con le sue molteplici qualità paesaggistiche: ora brulla ed arsa dal sole, ora rigogliosa di un verde quasi magico, ora dal sapore salino della costa tirrenica, ora rovente di lava ormai spenta.
Anna Maria Meaccini
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