Viterbo – Marocchinate, la Tuscia commemora la giornata nazionale in ricordo delle donne e degli uomini che subirono violenze e furono vittime delle truppe coloniali francesi tra il 1943 e il 1944.
Viterbo – Commemorazione delle vittime della marocchinate
“Marocchinate non è né un termine razzista né discriminatorio – ha spiegato Silvano Olmi, vicepresidente nazionale della Anvm -. Indica gli stupri commessi durante la seconda guerra mondiale da uomini provenienti dal Marocco e arruolati nell’esercito francese”.
Viterbo – Commemorazione delle vittime della marocchinate
A Viterbo, a mezzogiorno, una rosa rossa e un drappo tricolore sono stati deposti sulla stele alle vittime civili di guerra in piazza dei Caduti. “I casi di marocchinate censiti nella Tuscia sono un centinaio – riporta Olmi -. Stuprate anche una bambina di 8 anni, la vittima più piccola, e una donna di 70 anni, la più grande. Montefiascone è la città martire. La più colpita della provincia, con cinque persone uccise: due uomini, un 18enne e una madre con il figlio di 5 anni”.
Viterbo – Commemorazione delle vittime della marocchinate
Questa mattina al Sacrario erano presenti, tra gli altri, la candidata sindaco di FdI Laura Allegrini, l’ex assessore Marco De Carolis e l’ex consigliere comunale Antonio Scardozzi. “Durante l’ultima amministrazione, Allegrini e Scardozzi si sono battuti affinché il giardino davanti al campo sportivo di Pianoscarano sia dedicato alle vittime della marocchinate”, ha ricordato Olmi.
Viterbo – Commemorazione delle vittime della marocchinate
In rappresentanza della provincia il consigliere, nonché sindaco di Tessennano, Ermanno Nicolai. “I danni delle marocchinate – ha affermato – in passato sono stati poco ricordati nella Tuscia”. Ma oggi le commemorazioni hanno toccato nove città della provincia, tra cui Vetralla. “Il sindaco Sandrino Aquilani – ha riportato Olmi – ha detto che gli amministratori non devono solo pensare a tappare le buche, ma è fondamentale che si impegnino affinché si racconti, soprattutto ai giovani, ciò che è accaduto nel passato per far sì che non si ripeta nel futuro. Raccontare, anche se è difficile ricordare eventi drammatici come le marocchinate. Ma lo stupro è da sempre un’arma di guerra, e lo è anche oggi nel conflitto russo – ucraino”.
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