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Lettere - Scrive Mario Burla che denuncia problemi su spostamenti, trasporto pubblico e servizi

“Frana a Roccalvecce, siamo ostaggi da quattro mesi…”

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Viterbo - Frana a Roccalvecce

Viterbo – Frana a Roccalvecce

Roccalvecce – Riceviamo e pubblichiamo – Ostaggio (dal dizionario Sabatini – Coletti): persona che forze militari nemiche o gruppi criminali, rivoltosi e simili, prendono in proprio potere per usarla, sotto minaccia di morte o di altre ritorsioni, come garanzia per il rispetto di accordi, come oggetto di scambio, come strumento di ricatto per garantire la propria incolumità o per ottenere la soddisfazione delle proprie richieste.

Tra pochi giorni, gli abitanti di Roccalvecce festeggeranno il quarto mese della propria condizione di “ostaggi”.

Proprio i primi giorni di febbraio si verificava una frana che andava a chiudere parzialmente e comunque a creare una situazione di pericolo per la circolazione sulla strada principale di collegamento.

Subito dopo l’accaduto, il comune di Viterbo ha provveduto con solerzia a transennare la strada e vietare la circolazione, non sia mai che qualche malcapitato abbia a soffrire un danno da qualche pietra impertinente che si distacca dal costone franato, e poi ci si è addormentati, i giorni sono trascorsi senza che nessuno si sia fatto vivo, fino a quando, dopo più di due mesi, arriva una notizia: “Provvedimento d’urgenza, arrivano le ruspe e metteranno la strada in sicurezza”.

Ma quando mai. Sì, le ruspe sono arrivate, ma non si sa per quale motivo, sono state “cacciate” da qualcuno che rivendicava garanzie sulla sua proprietà, e sì, perché nel costone franato c’era una grotta, e sopra questa grotta c’è un’abitazione.

Per carità, bisogna tutelare i propri diritti e le proprietà personali, ma sorge spontanea una domanda: ma che razza d’intervento aveva previsto l’ufficio tecnico del comune? E perché ha battuto in ritirata quando era chiamato ad intervenire d’urgenza per ristabilire la circolazione e rendere nuovamente fruibili i servizi che ogni comune è tenuto a dare ai cittadini?

La risultante è che oltre duecento persone sono “ostaggi” di questa situazione da oltre 100 giorni, con tutto quello che ne consegue: obbligarli a lunghissimi giri per raggiungere il proprio posto di lavoro, la scuola, i servizi di cui il paese è totalmente privo (generi alimentari, ufficio postale, farmacia ecc. ecc.), di fatto, rende impossibile accedere anche al trasporto pubblico, che si ferma a circa 3 chilometri di distanza dall’abitato e quindi risulta non utilizzabile da quelle fasce di popolazione più fragili: anziani, disabili, affetti da patologie eccetera, insomma, più di duecento persone agli “arresti domiciliari”, appunto ostaggi della situazione.

A questo punto sorge spontanea un’altra domanda, e volutamente voglio sorvolare su quanto la situazione stia vanificando gli immensi sforzi che le associazioni di Roccalvecce stanno facendo da tempo per rilanciare il borgo e attirare un turismo che sarebbe linfa vitale per la sopravvivenza: ma se si verificasse un pericolo, un’urgenza che prevedesse l’intervento di un’ambulanza o dei vigili del fuoco? Se il ritardo dei soccorsi, a causa della frana, fosse motivo di una tragedia? Chi si potrebbe identificare come responsabile ? E ancora, l’interesse di un privato, prevale sull’interesse di una comunità? Magari sarebbe il caso che i cittadini si tutelino, mettendo in atto quanto consentito dalla legge per affermare i propri diritti… e stanno per farlo.

Mario Burla


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21 maggio, 2022

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