Viterbo – “Terme ex Inps, lavorate tutti insieme comunque vadano le elezioni. Le terme possono essere un’opportunità per il territorio e per l’occupazione”. È l’invito di Maria Immordino di Solodarieta’ cittadina ai candidati sindaco che questa mattina hanno partecipato all’incontro sulle Terme ex Inps in strada Bagni a Viterbo. Ci sono i candidati Chiara Frontini, Carlo D’Ubaldo, Vlaudio Ubertini e Marco Cardona. Per Luisa Ciambella c’è Christian Scorsi e per Giovanni Scuderi Pierluigi Sbandi. Le elezioni comunali sono quelle del 12 giugno, il primo turno.
Il progetto che si discute è lo studio di fattibilità trasmesso alla regione Lazio, proprietaria al 50% dello stabilimento, l’altro 50 è del comune di Viterbo, mesi fa.
“Un progetto – ha spiegato Immordino – di 33 milioni di euro per un hotel a 5 stelle e la riqualificazione dell’area, totalmente abbandonata da trent’anni. 22 milioni verrebbero destinati alla riqualificazione dell’area, il resto per l’hotel con stanze che vanno da 200 a 100 euro a notte e coperti del ristorante da 120 a 50 euro Nella ristorazione la spesa media a coperto prevista va da 120 a 50 euro. E’ l’unica opera che ha probabilità di riuscita, con oltre 300 posti di lavoro”. “È il modo che abbiamo – ha sottolineato poi Franco Marinelli – per rilanciare le terme e creare lavoro. Vogliamo sapere – ha poi aggiunto – cosa intendono fare con le terme ex Inps i candidati sindaco laddove dovessero vincere”.
”Non è un progetto – ha detto Ubertini durante il suo intervento – ma uno studio di fattibilità approvato dal comune e inviato alla regione. Un progetto fermo alla regione che ha deciso di fare degli approfondimenti perché l’area fa parte di un vincolo della soprintendenza risalente al 2019. Dopodiché l’elemento fondamentale è la disponibilità dell’acqua, un dato su cui non c’è certezza. È stata poi richiesta la compatibilità urbanistica dell’edificio. Infine la soprintendenza non vuole che venga fatta la demolizione e la ricostruzione dell’edificio”.
“Maggioranza e opposizione possono anche dialogare – ha evidenziato poi D’Ubaldo – ma poi le posizioni si differenziano. E non basta di certo un progetto di fattibilità. Non possiamo regalare le terme solo agli imprenditori privati che puntano a fare profitti. Bisogna anche dire cosa ne viene ai cittadini. L’amministrazione comunale deve dotarsi di un piano termale generale che assicuri un’offerta di servizi il più possibile differenziata, così da soddisfare le esigenze di tutte le categorie e le classi sociali”.
La chiusura dell’impianto delle terme ex Inps, che risalgono agli anni ‘50, è avvenuta nel 1992 e ha comportato la perdita di 100 posti di lavoro fissi e 90 stagionali, così come un afflusso medio annuo di circa 5 mila utenti.
“Bisogna riportare l’acqua all’interno delle fonti le acque – ha commentato Scorsi -. E questo si fa con la chiusura dei pozzi abusivi che diluiscono l’acqua negli stabilimenti”.
“Superare gli steccati – è intervenuta Chiara Frontini – significa unirsi su un progetto comune. E questo è l’elemento fondamentale di un nuovo civismo al servizio della città. Un modello che parte dall’ascolto dei bisogni, e da una priorità: la creazione di posti di lavoro, dando possibilità di sviluppo all’economia agli imprenditori la possibilità di ripartire. Le terme ex Inps sono strategiche perche’ se vogliamo una città turistica c’è bisogno di posti letto e di accoglienza. Un impianto strategico perché risponde a un bisogno di sviluppo del territorio”.
Frontini interviene anche sul vincolo della soprintendenza. “La soprintendenza ha messo il vincolo, ma se andiamo a guardare bene quello è un vincolo contro le speculazioni edilizie. Rigenerare le terme Inps non rientra nel vincolo. Quindi, non pensiamo di utilizzare il vincolo della soprintendenza come un alibi per non investire sulle terme ex Inps”.
“Servono anche strutture per persone che possano spendere di meno – ha detto Sbandi -. Un progetto che non va discusso solo nell’aula del consiglio ma anche tra la gente”.
Infine il candidato sindaco Marco Cardona. “Abbiamo assistito a trent’anni di chiacchiere e di carta. Nei primi 100 giorni mi metterò a studiare per creare posti di lavoro. Il termalismo è un volano fondamentale per la città”.
Daniele Camilli
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