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Anniversario della Strage di Capaci - Giacomo Barelli (Viterbo sul serio) ricorda quel giorno di 30 anni fa con le parole del procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho

“Viterbo si deve difendere dalle mafie attraverso la reazione dei cittadini”

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Viterbo - Giovanni Arena, Cafiero De Raho e Giacomo Barelli

Viterbo – Giovanni Arena, Cafiero De Raho e Giacomo Barelli

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Viterbo è una città bellissima, però si deve difendere dalle mafie attraverso la reazione dei cittadini.

Alle 17,57 del il 23 maggio 1992 nei pressi di Capaci cosa nostra uccise Giovanni Falcone , la moglie Francesca Morvillo, anche lei magistrato, e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. Vi furono anche 23 feriti, fra i quali gli agenti Paolo Capuzza, Angelo Corbo, Gaspare Cervello e l’autista giudiziario Giuseppe Costanza.

Oggi è il trentennale di quella strage e in tanti lo ricorderanno con giuste iniziative e commemorazioni e lo faremo anche noi con gli amici della coalizione con la nostra candidata sindaco Alessandra Troncarelli nei luoghi intitolati a Falcone della nostra città.

Tuttavia, spesso si celebra il giorno della strage di Capaci, quasi come un atto dovuto, con discorsi belli e pieni di buone intenzioni , poi i restanti 364 giorni tutto torna nell’apatia e nel dimenticatoio.

Dovremmo invece “Fare memoria”, tenere vivi gli esempi di vite coerenti che mai hanno vacillato, tenendo alto il senso dello Stato e lo spirito di servizio. Non eroi ma esempi da seguire, da portare alti come bandiere del nostro Amore per il nostro Paese.

Ha ragione Roberto Saviano quando afferma che il racconto di Falcone deve togliere la sua figura dalla fissità del santino, dell’icona e ce lo deve restituire nella sua totalità di uomo e di professionista.  “Credo che ognuno di noi debba essere giudicato per ciò che ha fatto. Contano le azioni non le parole. Se dovessimo dar credito ai discorsi, saremmo tutti bravi e irreprensibili. “Queste parole di Giovanni Falcone sono forse la vera eredità morale a cui tutti invece dovremmo guardare ed ancora di più coloro i quali politici e amministratori si candidano a guidare la cosa pubblica.

Non possiamo dunque non ricordare i fatti concreti che in questi ultimi anni hanno caratterizzato l’azione politica di molti di noi nel contrasto alle infiltrazioni mafiose nella nostra città ( putroppo ancora presenti come afferma l’ultima relazione della DDA) colpita dalla “operazione erostrato “nel 2019” e ben prima alle prese con interdittive antimafia nel campo dei rifiuti.
I risultati di questa azione sono arrivati.

Ed infatti è grazie alla mozione firmata dal sottoscritto insieme ai coraggiosi consiglieri uscenti Francesco Serra Alvaro Ricci Patrizia Frittelli Mario Quintarelli Lina Del Monache Fabrizio Purchiaroni e Massimo Erbetti che oggi Viterbo potrà contare su un appalto rifiuti costruito in collaborazione con l’autorità nazionale Anticorruzione che garantirà ai Viterbesi legalità e trasparenza nelle procedure e dunque maggiore efficienza e minori spese.

Ed è ancora grazie all ‘impegno degli stessi consiglieri poi che il 6 luglio 2021 si è celebrato l’ importante consiglio comunale sulla criminalità organizzata alla presenza del procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho.

Il ricordo di quelle storiche dichiarazioni rese dal procuratore che rimarranno scolpite nei verbali del consiglio comunale sono, a mio modo di vedere, il modo migliore per onorare il ricordo di Giovanni Falcone da parte della città di Viterbo.

“Per me una seduta straordinaria per parlare di mafia è un segnale molto forte. La vostra è una scelta importante”. Anche perché: “non esistono territori immuni, c’è sentenza della Corte d’appello che qui ne riconosce l’esistenza. Il gup aveva parlato di piccole mafie, ma non esistono: le mafia è sempre mafia”.

E agisce così: “Non si limita a un programma criminoso non commette solo reati: condiziona, intimidisce, determina assoggettamento e omertà. E’ questa la parte intollerabile”. “Non tutti i cittadini di Viterbo sono come dovrebbero, capaci di sentire la Costituzione sulla propria pelle”, altrimenti: “non avrebbero mai accettato quel che è avvenuto. Poiché le richieste venivano fatte apertamente, ciascuna delle vittime sapeva il motivo. Non mi risulta però che abbiano reso grandi verbali per agevolare le forze di polizia per fare passi avanti, Tutto avviene con intercettazioni e impegno di forze di polizia. Se avessero denunciato, avrebbero indirizzato lo sguardo della magistratura.

L’omertà – ha concluso De Raho – è uno dei pilastri della forza della mafia A Viterbo va dato grande merito alle forze dell’ordine per quanto fatto,per il grande impegno nelle indagini Viterbo è una città bellissima, però si deve difendere dalle mafie attraverso la reazione dei cittadini ”

I viterbesi hanno reagito e lo hanno fatto attraverso i loro rappresentanti nelle istituzioni e continueranno a farlo perché è questo il miglior tributo che oggi la nostra città può rendere alla memoria di Giovanni Falcone.

Giacomo Barelli
Capolista lista civica Viterbo sul Serio
Segretario Provinciale Azione Viterbo


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23 maggio, 2022

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