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Canepina - Don Gianni Carparelli sullo spettacolo andato in scena al teatro Momo Pesciaroli

“Il pubblico ha risposto con entusiasmo al ritorno del Gruppo spontaneo canepinese”

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Il Gruppo spontaneo canepinese

Il Gruppo spontaneo canepinese

Canepina – Riceviamo e pubblichiamo -A Canepina è esploso il trionfo del Gsc: Gruppo spontaneo canepinese.

Dopo tre anni di silenzio, ma fucina di pensiero, appena si sono presentati a maggio 2022, hanno fatto il pieno sold out di tre serate (21, 22 e 29), con più di 600 presenze e non solo da Canepina.

Gruppo nato nel 1981 da una idea geniale di Momo Pesciaroli, deceduto nel 2019. Era l’autore dei testi delle commedie.

Radicato nella cultura e storia del paese, ma di mente e spirito libero e aperto, sapeva coniugare con arte e fantasia il vecchio, l’antico e il moderno verso il futuro. Il gruppo attualmente è diretto da Tonino Foglietta presidente, Veronica Ferri vice e il segretario Gabriele Petti, con un organico di attori, giovani e meno giovani, di circa 20 persone.

Il lavoro presentato è il primo di tanti anni fa, 40 sono gli anni di fondazione del gruppo. Il titolo: “Se ppe ccambà tocche morì” mi ha fatto pensare, al di là della vicenda o narrativa, intrisa di verità e fantasia, alla situazione moderna rivista ovviamente con le ali della creatività e della speranza.

Nella sua introduzione, il portavoce del gruppo, Pino Palazzolo, racconta: “Un boscaiolo abituato a vivere di espedienti, arriva anche a fingersi morto per approfittare delle offerte che faranno gli amici paesani per risolvere i suoi problemi e aiutare la famiglia. La vicenda esprime tutta una cultura caratterizzata dall’invenzione quotidiana necessaria per affrontare le difficoltà dell’esistenza”.

Il pubblico ha risposto con entusiasmo e si è rivisto in questa strategia della furbizia, o “birberia”, come dicono nel dialetto locale. Segno questo di tante cose da tempo nascoste ma presenti: il bisogno di tornare a ridere, il desiderio di uscire e incontrare gente, il piacere di rivisitare tempi antichi, ma sempre veri, sul palco della vita, rivedere anche se stessi sul palco e immaginarsi in maschera affrontando la realtà con umorismo senza timore. E’ l’umano che riemerge per riscoprire la vita reale e sognarla di nuovo. E’ una forma di resurrezione che fa respirare e sperare.

Sono storie, quelle di Momo e del Gsc, vere anche se colorate di fantasia comica e a volte tragi-comica. Questo è nella natura stessa della commedia dell’arte (popolare), che emerse nel XVI secolo come risposta al teatro detto “colto” e riservato a una classe che voleva distinguersi dal “volgo”.

Il popolo invece, “diversamente colto”, inventava le sue strade. E questo “diversamente” non raramente era semplicemente più vero ed entrava bene nella coscienza della gente anche perché viveva già dentro di essa, era il loro vissuto. Come la Commedia dell’arte a Canepina.

Chi partecipa si sente a casa e dentro la propria vita. Esce come se avesse rivisto la propria vita e la propria storia. Per questo è cultura: nasce dalla vita della gente, la colora di riflessione e comicità autoriflessiva e ritorna poi ad arricchire il presente di una saggezza semplice che aiuta la crescita di un futuro più sereno. E, va detto, il teatro “Momo Pesciaroli”, rilevato dal Gsc e da loro totalmente rifatto, è ora un gioiello del paese e non solo. Entrando si ha la sensazione di sentirsi avvolti da un abbraccio di alta classe. E non è solo una sensazione. Con tante risate intelligenti. Non di una Intelligenza artificiale, ma vera e sincera.

Don Gianni Carparelli


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25 maggio, 2022

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