Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – I fallimenti nella gestione e pianificazione del verde degli ultimi anni sono sotto gli occhi di tutti: erba alta anche mezzo metro, come ad esempio a Santa Barbara, marciapiedi invasi da erbacce, alberi non potati né curati.
La situazione attuale nasce, oltre che dall’immobilità politica e amministrativa dei partiti, da un’insufficiente capacità di programmazione. Una delle cause è la mancanza di un ufficio dedicato solo alla gestione del verde: le pratiche richiedono troppo tempo, venendo assorbite da altre incombenze importanti ma non correlate, quali il termalismo.
Il recente appalto del verde, le domande del quale si sono chiuse nel dicembre 2021, necessiterà di un direttore dell’esecuzione del contratto (Dec) capace di emanare le opportune disposizioni alle quali l’appaltatore dovrà uniformarsi, di controllare la perfetta osservanza di tutte le clausole contrattuali e di curare che l’esecuzione del contratto avvenga a regola d’arte e in conformità alle prescrizioni dell’accordo quadro e dei singoli ordini di servizio.
A partire dal futuro appalto, previsto per il 2024, servirà un piano del verde e piani di manutenzione contenenti obiettivi, azioni, tempi di realizzazione e risorse dedicate espressi in modo chiaro, puntuale e tempestivo, per non trovarsi nuovamente nella situazione – incresciosa – attuale. È infatti lapalissiano far notare come, se l’assegnazione avviene nel periodo di marzo-aprile, quando invece si dovrebbe già intervenire, i ritardi non possano che accumularsi, specie se si pensa alle circa 4mila alberature censite e lasciate quasi sempre a se stesse.
Come patto civico, grazie ai contributi dei gruppi di lavoro su verde pubblico e pianificazione urbanistica, a cominciare dai candidati consiglieri Raffaele Pelorosso (Con Chiara per Viterbo) e Roberto Damiano (Viterbo fa squadra), abbiamo individuato gli interventi in ambito di pianificazione e di gestione del verde.
Per cominciare, alla pianificazione si dovrà affiancare l’adozione di criteri ambientali minimi (Cam, si veda il dm 10 marzo 2020) per l’affidamento del servizio di progettazione di nuova area verde o riqualificazione di un’area già esistente, per l’affidamento del servizio di gestione e manutenzione del verde pubblico e per la fornitura di prodotti per la gestione del verde pubblico (materiale – florovivaistico, prodotti fertilizzanti e impianti per l’irrigazione).
Una gestione differenziata del trattamento degli spazi verdi in base alla loro collocazione rispetto al tessuto urbano e all’intensità della loro fruizione da parte della cittadinanza, anche delle aree inerbite, consentirà di ottimizzare ancora di più le risorse economiche, effettuando prima e più spesso gli interventi più necessari.
Questi sono solo alcuni dei nostri impegni. Viterbo città verde: è ora!
Patto civico per Chiara Frontini sindaco
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