Orte – “Hanno passato la campagna elettorale a dire che io avrei ceduto la gestione della rete idrica alla Talete, mentre con loro questo non sarebbe mai successo. Hanno vinto loro e dopo sei mesi il comune di Orte entra in Talete. Adesso è chiaro chi diceva bugie e chi no”. Giuseppe Fraticelli (Noi con Orte futura) alla carica contro l’amministrazione Primieri, dopo la notizia della diffida da parte della regione Lazio a trasferire la rete idrica comunale sotto la gestione Talete.
Il tema del suo passato come dirigente Talete è stato molto sfruttato contro di lei nella scorsa campagna elettorale. Adesso cosa è successo?
“È successo che le bugie hanno le gambe corte. Verso metà maggio la regione Lazio ha fissato a tutti i comuni non ancora aderenti alla Talete una doppia scadenza: entro il 30 maggio deliberare formalmente il trasferimento del servizio, entro il 30 settembre completare le procedure di trasferimento. Quindi, a sei mesi dalle elezioni, il comune di Orte si ritrova in Talete”.
E se il comune dovesse rifiutarsi?
“Non è prevista quest’ipotesi. Se i comuni non dovessero mettere in atto quanto richiesto, la regione provvederà a nominare un commissario ad acta. Con un’aggravante importante, perché il differimento delle procedure e l’eventuale ritardo nell’attuazione di quanto previsto potrebbe addirittura configurare un danno erariale, di cui andrebbero a rispondere personalmente gli amministratori comunali”.
C’era da aspettarsi questa decisione della regione o è caduta come un fulmine a ciel sereno?
“Era una cosa nell’aria, ha avuto dei ritardi solo perché la regione ha voluto attendere la soluzione definitiva di tutti i contenziosi che erano in corso. Una volta sistemato quest’aspetto, la regione si è mossa in maniera decisa. E questa cosa, secondo me, è legata anche ai finanziamenti del Pnrr”.
Cioè?
“L’accesso ai finanziamenti è legato al rispetto pedissequo delle normative di settore. Se nell’ambito territoriale di competenza ci sono amministrazioni pubbliche che non ottemperano alle normative, automaticamente si resta esclusi dai fondi. Quindi immagino che la regione Lazio non voglia perdere queste opportunità solo perché ci sono alcuni comuni della provincia di Viterbo che rifiutano di entrare in Talete”.
Se a Orte ci fosse stata una maggioranza politicamente più distante da quella che governa in regione, cioè il Pd, avremmo visto un comune più battagliero?
“Non è questione di essere battaglieri, ormai la regione non offre alternative: o provvede il comune, oppure arriva il commissario, col rischio delle aggravanti di cui ho parlato prima. La strada dei ricorsi è stata già battuta ed è arrivata al capolinea”.
Negli scorsi anni, l’amministrazione Giuliani si era opposta al trasferimento in Talete appigliandosi a una norma che consente alle amministrazioni particolarmente virtuose di conservare la gestione della rete idrica in autonomia. Non è possibile nemmeno lavorare su questo?
“No, perché manca il consenso dell’Ato, che è un presupposto indispensabile per chiedere la deroga prevista dalla norma di cui parliamo. In astratto quella possibilità potrebbe esistere, ma solo dietro l’autorizzazione dell’Ambito territoriale. Un’autorizzazione che l’Ato 1 ha sempre negato, perché ritiene l’ingresso in Talete l’unica possibilità di gestione del servizio idrico nel suo territorio di competenza”.
E così, proprio sotto l’amministrazione Primieri-Pd, il comune di Orte si ritrova con la regione (anch’essa a guida Pd) che cala la mannaia della Talete…
“Ecco perché dico che le bugie hanno le gambe corte. Io ho esperienza professionale in quel settore e sono consapevole di cosa si può fare e cosa no. In campagna elettorale non ho mai espresso giudizi a favore o contro la Talete, ho semplicemente detto come stavano le cose. E per aver fatto questo sono stato definito ‘l’uomo della Talete’ e ‘il sindaco che svenderà il servizio idrico’, con attacchi anche personali assolutamente ingiustificati. Adesso che ne sarà delle promesse solenni davanti alla cittadinanza che il comune di Orte non sarebbe mai entrato in Talete? La risposta è semplice: o erano in malafede, oppure, forse anche peggio, non conoscevano le norme”.
La vive come una rivincita sulla sua credibilità?
“Non m’interessano le rivincite. Negli incarichi che ho avuto, pubblici o privati che fossero, ho sempre lavorato nell’interesse del ruolo che svolgevo. Ora non sono contento del fatto che il comune di Orte dovrà entrare in Talete, voglio solo che ci si attivi tutti insieme per garantire gli interessi della cittadinanza”.
Ma è vero che con la Talete le tariffe dell’acqua aumenteranno?
“Se tutti i comuni della provincia entreranno in Talete e Talete sarà ricompresa nell’ambito territoriale unico regionale, come ormai sembra che succederà, una grossa parte dei timori legati all’aumento delle tariffe andrà a sparire. Infatti, trovandoci nello stesso Ato di Roma, con milioni di contribuenti, la tariffa scenderà drasticamente per una semplice proporzione aritmetica. Ma questo è un discorso del domani, ad oggi sappiamo solo che la regione ci impone il rispetto di determinate procedure a cui dobbiamo adempiere”.
Alessandro Castellani
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