Orte – Continua senza sosta a Orte la polemica sulla diffida della regione Lazio a carico del comune di ultimare entro il 30 settembre le procedure di trasferimento del servizio idrico alla Talete. Anche l’ex sindaco Angelo Giuliani, leader dello schieramento Orizzonte comune, prende la parola e non risparmia nessuno dei suoi avversari politici. A cominciare, naturalmente, dall’attuale primo cittadino Dino Primieri: “Sta facendo una battaglia di facciata – dice -. Non può disobbedire alla volontà del Pd”.
Lei non crede che la linea assunta da Primieri sia giusta?
“Assolutamente no. È troppo facile dire ‘mi faccio commissariare’: è un atteggiamento passivo che mi fa pensare che in realtà la sua battaglia sia solo di facciata. In realtà ci sarebbero gli strumenti per difendere Orte dalla Talete”.
E cioè?
“Il Testo unico sull’ambiente. Noi abbiamo approvvigionamento idrico da fonti qualitativamente pregiate, perché non abbiamo l’arsenico e abbiamo anche le acque termali; inoltre abbiamo sorgenti ricadenti in siti individuati come beni paesaggistici e abbiamo l’utilizzo efficiente della risorsa e tutela del corpo idrico. In pratica rispettiamo tutti i requisiti per ottenere la deroga e gestire in autonomia la rete idrica”.
Ma Primieri e anche Fraticelli hanno detto che la richiesta di deroga è stata fatta e l’Ato l’ha bocciata…
“E su che basi? Una verifica della qualità dell’acqua va fatta in contraddittorio, insieme a tecnici nominati dal comune, altrimenti è ovvio che l’esito è favorevole alla volontà dell’Ato. A quanto ne sappiamo noi, questa verifica con contraddittorio non è mai stata fatta. Addirittura nel 2018 io, da sindaco, avevo diffidato l’Ato dal procedere con il trasferimento in Talete proprio perché mancava questo passaggio. Se invece questa verifica è stata fatta e Primieri non ci ha detto niente, è gravissimo”.
Poniamo che la verifica in questione sia stata fatta, con esito negativo per il comune. Che si fa?
“Ce la facciano vedere, dove sta? Finché non c’è il documento, restiamo sul punto che Orte ha tutti i requisiti elencati nel Testo unico sull’ambiente. Quindi il comune deve subito impugnare al Tar l’eventuale commissariamento ad acta. Se non lo faranno loro, lo faremo noi come azionariato popolare. Non possiamo consegnare il servizio idrico a Talete sulla base di un’affermazione che non sta nei fatti, significa arrendersi senza combattere”.
Secondo lei, quindi, Primieri avrebbe ancora delle carte da giocare?
“Le avrebbe, ma dubito che voglia giocarle. Non dimentichiamo che nel 2006, quando era sindaco, approvò l’aumento del capitale sociale del comune nell’Ato, di fatto autorizzando l’Ato a rivendicare la presenza del comune di Orte in Talete. E non dimentichiamo nemmeno che l’adesione di Orte all’Ato 1 fu votata nel 2003 dalla giunta Pd di Arnaldo Pattumelli, di cui faceva parte anche Fraticelli. Gli unici che hanno veramente lottato per salvare Orte dalla Talete siamo stati noi”.
Addirittura…
“Certo. Siamo stati noi a trovare la strada del Testo unico sull’ambiente e a battere su quel solco per tutto il mandato. Ora invece ci troviamo con il comune che entra in Talete e lo scopriamo tramite i comunicati stampa e gli articoli di giornale. Primieri faceva finta di niente”.
Chiederete di parlare di questa vicenda in consiglio comunale?
“Naturalmente sì, ma secondo me sarebbe stato opportuno convocare un consiglio comunale ad hoc ben prima che la notizia uscisse sui giornali. È proprio quest’atteggiamento ambiguo che mi fa pensare che Primieri, e in realtà anche Fraticelli, non abbiano nessuna voglia di fare la guerra ai loro alleati”.
In che senso?
“Il presidente dell’Ato è il presidente della provincia, cioè quell’Alessandro Romoli che a Orte ha preso i voti proprio di Fraticelli e di tutta la maggioranza compatta. Primieri si è messo d’accordo col Pd per vincere le elezioni e ora non è in grado di staccarsi da queste dinamiche, quindi alla fine obbedirà alla volontà del suo alleato. Mentre per Fraticelli, oltre all’aspetto politico, c’è da considerare anche quello storico: lui ha amministrato la Talete per tanti anni, sarebbe strano che ora si mettesse sulle barricate contro un progetto in cui ha sempre creduto. Restiamo solo noi che saremo sempre e sicuramente dalla parte dei cittadini di Orte”.
Che ne pensa del possibile ingresso di capitali privati in Talete?
“Il privato entra in Talete per ripianare i debiti accumulati in anni di gestioni disastrose, ma di sicuro non lo fa rimettendoci i soldi di tasca sua. La soluzione è fare entrare i nuovi comuni e aumentare la tariffa a tutti. Ecco perché arriva il commissario a Orte”.
E come la mettiamo coi possibili finanziamenti del Pnrr?
“I finanziamenti non sono fatti per abbassare le bollette, ma per efficientare la rete. Solo che Orte la rete ce l’ha già efficiente di suo, quindi andremmo a pagare di più le bollette per consentire i lavori nelle reti di altri comuni. E poi c’è un problema di qualità dell’assistenza: a Orte ci sono ditte che forniscono il pronto intervento anche in piena notte in caso di guasti. Non penso che con Talete questo continuerà a succedere”.
Alessandro Castellani
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY