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Elezioni comunali – Intervista alla candidata sindaca: “Il mio progetto è coerente e concreto. Bisogna distinguere chi fa politica nel modo più nobile da chi la distrugge”

Laura Allegrini: “Farò diventare Viterbo una città turistica riconoscibile a livello internazionale”

di Alessio Bernabucci
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Giorgia Meloni con Laura Allegrini

Viterbo – Giorgia Meloni e Laura Allegrini


Viterbo – “Ho un grande progetto di visione lungimirante. Farò diventare Viterbo una città turistica riconoscibile a livello internazionale, città leader per tutta la Tuscia e punto di riferimento imprescindibile per ogni visitatore che passa in zona”. Turismo, cultura, investimenti e sicurezza sono i punti su cui la candidata sindaca Laura Allegrini punta al rilancio del capoluogo.
Laura Allegrini è candidata sindaco con Fratelli d’Italia, in coalizione con le liste “SiAmo Viterbo” e “Popolo della famiglia”.
Inizia la sua carriera politica con Alleanza nazionale, con cui è eletta consigliere regionale nel Lazio dal 1996 al 2005. Ha svolto in regione l’incarico di presidente della commissione Agricoltura. Nel 2006 è eletta senatrice tra le fila sempre di Alleanza nazionale ed è membro delle commissioni Giustizia e Agricoltura e della bicamerale per l’infanzia. È stata membro dell’assemblea Osce nella commissione Diritti umani dal 2006 al 2013. Nel 2018 aderisce a Fratelli d’Italia, con cui viene eletta consigliere comunale a Viterbo ed è nominata assessore ai lavori pubblici.
 
Cosa può portare alla città la sua esperienza nazionale e internazionale?
“La mia formazione e la mia esperienza mi hanno dato un senso di rispetto verso la diversità e di capacità di ascolto. Ho avuto modo con l’Osce di vedere nel mondo il costo della democrazia e quanto sia prezioso il diritto al voto”.
 
Cosa si sente di dire a chi ha perso la fiducia nella politica?
“Si può fare politica con energia e abnegazione. È un’arte nobile e bisogna saper distinguere chi la fa nel modo più nobile da chi invece la distrugge.  E proprio per questo bisogna credere nei partiti, che sono il punto di contatto tra i cittadini e l’amministrazione”.

Laura Allegrini


Le prime 3 cose che farebbe come sindaco?
“Innanzitutto vanno sanate le emergenze dell’ordinario che è diventato straordinario imponendo in amministrazione un metodo nuovo. Primo punto pensare al decoro della città, al taglio del verde, all’asfaltatura delle strade. La seconda urgenza è non sprecare i soldi del Pnrr e dedicarsi al progetto esecutivo per farci trovare pronti nel 2023 con un cronoprogramma dettagliato. Una cosa è sicura: non ci sono le professionalità interne in città per le esigenze complesse di questo piano e dovremo rivolgerci a forze esterne. La terza emergenza è quella di riassestare il funzionamento della macchina amministrativa”.
 
E come risolvere concretamente il problema del degrado urbano e della sicurezza in città?
“La sicurezza pubblica spetta alle forze dell’ordine, quella urbana è di competenza del sindaco. E nel decreto Minniti si spiega nel dettaglio cosa è necessario che il comune faccia: illuminazione, videosorveglianza e controllo sulle occupazioni abusive. Potrebbe essere utile la presenza di un vigile di quartiere, che ha una conoscenza diretta del territorio e un contatto in prima persona con i cittadini. Per risolvere il tema della sicurezza a Viterbo bisogna riportare, oltre al decoro, la vita nei quartieri. Il degrado si risolve con la presenza. Se svuotiamo di edifici e di residenti il centro storico, quel vuoto viene riempito da altre forze. A volte anche di malaffare. Forse però la percezione dell’insicurezza è ancora maggiore della reale insicurezza. Proporrei nei punti critici della città una presenza fissa interforze”.
 
Quali progetti ha per il centro storico?
“Ho un’idea concreta. Far tornare la vita, anche di giorno, all’interno del centro. Riportare la finanza a piazza della Rocca perché sarebbe un presidio di sicurezza straordinario per il quartiere. Riportare gli uffici comunali dentro il centro, operazione di cui è già stata esaminata la fattibilità finanziaria. Potremo acquistare il prestigioso immobile della Banca d’Italia in cui spostare gli uffici attualmente in via Garbini. Significherebbe far vivere il centro storico durante il giorno. Ancora, incentivare gli affitti nel centro storico con sgravi fiscali. E indubbiamente far intrecciare tutti questi progetti con il rilancio del turismo, che deve essere lento e di qualità, e incrociarlo con eventi duraturi e ricorrenti. Festival, manifestazioni, grandi mostre ed venti per ragazzi, concerti…”.
 
Rendere il centro storico pedonale potrebbe essere un modo per renderlo più vivo?
“C’è bisogno di concertazione. Dialogheremo con i cittadini e gli imprenditori. Per il turismo sarebbe una cosa importante, ma va abbinata a una serie di infrastrutture che lo consentano. In primo luogo i parcheggi. Il parcheggio multipiano al Sacrario è già finanziato nel Pnrr e sono al vaglio altri progetti per nuovi parcheggi multipiano. Poi va creato un sistema di mobilità sostenibile attorno alle mura. Navette elettriche, mobilità smart, bike sharing, interconnessione con il sistema di piste ciclo-pedonali… È necessario un nuovo piano della viabilità. Il Piano urbano di traffico di Viterbo va aggiornato, va istituito il Piano urbano della mobilità sostenibile e creata la figura del mobility manager”.
 
E riguardo le criticità delle frazioni?
“Devono a tutti gli effetti considerarsi città. Le operazioni a favore del centro storico in realtà devono essere a favore dei centri storici. Le frazioni hanno la necessità immediata di maggiore controllo e chiedono a gran voce la presenza di un vigile urbano. Vanno riportati, almeno per alcuni giorni a settimana, i servizi comunali all’interno delle frazioni per andare incontro alle necessità della popolazione, spesso anziana”.
 
Per Bagnaia?
“Il restauro della torre, la definitiva creazione del parcheggio per i pullman e il restauro dei bagni. Va aperta la trattativa con il polo museale per inserire Villa Lante nel biglietto unico dei musei della città. Villa Lante lo scorso anno ha ospitato 80mila visitatori e questo fiume di turisti va attratto anche dentro la città di Viterbo”.
 
San Martino al Cimino?
“Abbiamo intenzione di chiedere che la pianta del paese diventi patrimonio Unesco perché legata a un’urbanistica unica al mondo. San Martino ha bisogno di un’area di parcheggio perché in occasione di grandi eventi la frazione rimane bloccata”.
 
Grotte Santo Stefano?
“Essendo più lontana da Viterbo, ha problematiche diverse perché vive di una sua autonomia, fatta di una Pro Loco che funziona e di un ottimo sistema di associazioni. Il comparto agricolo può essere incentivato con un distretto o con una fiera. Non è sufficientemente valorizzato il magnifico contesto in cui la frazione si trova, caratterizzato da moltissimi sentieri, percorsi e fontanili che meritano di entrare in un sistema turistico viterbese”.
 
E come incentivare un sistema complesso di turismo viterbese?
“Viterbo non è stata capofila rispetto a un’area più vasta. Voglio far diventare Viterbo città leader centrale per tutta la Tuscia e punto di riferimento imprescindibile per ogni visitatore che passa in zona. Di brand per Viterbo ne possiamo trovare mille perché abbiamo la fortuna di avere tutto. Viterbo può essere città del conclave, dei papi, etrusca, medievale, rinascimentale, dei Farnese, militare, termale, universitaria… Altra grande occasione sarà quella del giubileo, da cui speriamo di ottenere fondi anche per il potenziamento dei collegamenti ferroviari con la capitale”.

Viterbo - Giorgia Meloni a piazza del Comune

Viterbo – Giorgia Meloni a piazza del Comune


E il termalismo?
“Il sistema termale può portare turisti di qualità a lunga permanenza. Ma per consentirlo vanno coraggiosamente sistemati alcuni problemi di urbanistica e di organizzazione. Vanno esaminate le singole situazioni dei vari impianti termali per trovare delle soluzioni specifiche che consentano agli imprenditori di investire. Deve finalmente portarsi a compimento il problema delle terme Inps, dialogando con la regione”.
 
Sul piano agricolo e industriale?
“La vocazione di Viterbo è agricola. Ho intenzione di aggiungere all’assessorato all’Agricoltura una delega per il Cibo. Il comune deve dare massimo sostegno nelle infrastrutture e nella burocrazia a favore degli agricoltori e intervenire sull’emergenza cinghiali, che è un problema cittadini ma anche agricolo. Va di pari passo la valorizzazione delle oltre 100 imprese del Poggino e dell’Acquarossa, alcune leader in Italia e all’estero. Soprattutto realizzando le infrastrutture che mancano”.
 
Quali interventi ha in mente sul piano sociale?
“Durante il Covid il comune si è fatto carico di un peso finanziario notevole per andare incontro ai più bisognosi. Bisogna rendere efficienti e funzionanti tutte le strutture che già esistono sul territorio. Andranno fatti investimenti sui temi della disabilità, degli anziani e dei bambini, tramite una concertazione con le associazioni di volontariato. L’housing sociale è stato abbandonato in questi anni, ma ci sono investimenti per l’edilizia agevolata”.

Laura Allegrini e Mauro Rotelli

Laura Allegrini e Mauro Rotelli


Quali invece le criticità del mondo giovanile?
“La città dovrà aprirsi maggiormente all’accoglienza degli studenti e agire sul trasporto e sulle occasioni di cultura e di divertimento. Per recuperare spazi di cultura intendo creare un polo della cultura a Palazzo Santoro in collaborazione con la biblioteca e con il teatro. Immagino tra piazza Verdi e piazza Campoboio un grande spazio culturale all’aperto per i giovani. Un altro importante progetto riguarda il recupero delle scuderie di Sallupara, in cui è previsto uno spazio culturale giovanile. Un’altra operazione è quella del Genio che, essendo il teatro più antico di Viterbo, deve tornare a ospitare cultura. Non sono d’accordo con le proposte di farci un mercato. Nel Pnrr abbiamo già ottenuto 700mila euro per la copertura e occorrerà cercare di arrivare a un accordo con i privati. Si dovrà parlare di un Patto per la notte. I luoghi del divertimento notturno dovrebbero essere spalmati su tutto il centro e non solo in un paio di vie, così da alleviare le situazioni di alcuni residenti e da far vivere l’intera città. Anche pratogiardino Lucio Battisti può essere recuperata per la vita giovanile, organizzando concerti, festival o manifestazioni. Il metodo sarà quello di ascolto e coinvolgimento nella fase organizzativa”.
 
Come valuta la passata amministrazione?
“La precedente amministrazione ha avuto alcune difficoltà e forze frenanti. Il mio partito insieme ad altri ha ritenuto che l’amministrazione non dovesse continuare perché non c’erano più le condizioni per continuare”.
 
Nel caso in cui dovesse essere eletta sindaco, quali sarebbero le continuità e quali le discontinuità con la precedente amministrazione?
“La discontinuità sarebbero senza dubbio nel metodo, nella rapidità decisionale, nel coraggio e nella determinazione. Sarà indispensabile una conoscenza pratica della macchina amministrativa per dare continuità a una serie di azioni e investimenti per la città. Il futuro sindaco non potrà non conoscere il Pnrr, per fare un esempio. La macchina amministrativa ha delle criticità che l’amministratore deve conoscere in anticipo”.
 
Sono già state ipotizzate delle possibili cariche tra le forze di coalizione?
“No. Stimo facendo una campagna elettorale basata sui progetti per la città. Non abbiamo mai parlato di alleanze”.
 
La campagna elettorale è ormai al termine. È soddisfatta del vostro lavoro?
“Sono molto soddisfatta delle scelte del mio partito e del lavoro fatto finora. Tutta la nostra squadra ha sempre dato il massimo”.
 
Per cosa si caratterizzerebbe la sua sindacatura?
“Per una seria visione della città nel medio-lungo periodo. Per un grande progetto di visione lungimirante. La forza di Viterbo deve diventare una città turistica, riconoscibile a livello internazionale. L’amministrazione dovrà funzionare in sintonia con tutta la collettività”.
 
Perché un elettore dovrebbe votare lei?
“Ho un’esperienza politica e amministrativa e un percorso personale diverso rispetto agli altri che possono portare alla città utilità ed efficienza. Il nostro è un progetto di concretezza e coerenza. La nostra è stata una campagna elettorale senza slogan”.

Alessio Bernabucci


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10 giugno, 2022

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