Lago di Vico
Ronciglione – “Cianobatteri potenzialmente tossici nel lago di Vico”. A lanciare è la nuova relazione annuale sulla balneazione dell’Arpa Lazio.
I campionamenti sono stati eseguiti dal primo aprile al 30 settembre 2021 lungo 221 aree.
“Relativamente alla sorveglianza per la proliferazione dei cianobatteri potenzialmente tossici – si legge nel rapporto –, il 2021 ha mostrato criticità solo per il lago di Vico che ha registrato una fioritura protrattasi per circa un mese e mezzo tra metà maggio e giugno. Per tale evento è stato informato anche il comune affinché avviasse la procedura di informazione al pubblico“.
Il lago in provincia di Viterbo è stato monitorato in due stazioni: Riva Fiorita nel comune di Ronciglione e Bella Venere in quello di Caprarola.
“Nel lago di Vico – scrive ancora l’Arpa Lazio –, come accaduto in altri anni, le analisi hanno rilevato fioriture a carico dei cianobatteri. Nell’evento del 27 maggio nel punto di Caprarola la fioritura è stata accompagnata dalla presenza di schiuma sul litorale, accumulo favorito anche da vento diretto verso la costa. Sempre nello stesso punto, un altro evento di presenza di schiuma è stato rilevato a settembre, in questo caso non riconducibile a fenomeni di fioritura cianobatterica, non essendo stata rilevata alcuna anomalia nella colorazione delle acque. Inoltre, le analisi chimiche hanno restituito una concentrazione del fosforo ben al di sotto del limite.
Per entrambi i punti monitorati nel lago di Vico a metà maggio è stata rilevata una fioritura di cianobatteri con valori elevati di concentrazione, protrattasi per tutto il mese di maggio ma non sempre accompagnata da elevati valori di fosforo, eccetto il campione del 21 giugno prelevato nel punto di Caprarola che ha restituito un valore pari a 118 µg/l. La componente cianobatterica preponderante che ha portato la concentrazione di maggio e giugno sopra le 20.000 cell/ml era composta soprattutto da Limnothrix redeckeii e Limnothrix sp., taxa che potrebbero generare tossine, insieme anche a Planhtothrix rubescens, Aphanizomenon sp. e Chrysosporum ovalisporum”.
Samuele Sansonetti
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