Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – È accaduto. A Sesto San Giovanni, è stato celebrato un matrimonio con rito civile. Lacrime, sorrisi, baci, abbracci e di nuovo lacrime. E poi? Gli sposi vissero per sempre felici e contenti. Va bene, questa trama è stata appassionante ma non è tutto. Un’altra protagonista si è celata all’interno e precisamente dietro al banco del celebrante.
La sezione provinciale di Viterbo dell’ente nazionale sordi è orgogliosa di comunicare che in Italia la prima donna sorda ufficiale dello stato civile è la dottoressa Valeria Giura che con fascia tricolore d’ordinanza, ha celebrato il matrimonio in lingua dei segni italiana.
“È la prima volta che un matrimonio civile tra sordi avviene senza l’ausilio di una interprete di lingua dei segni italiana, rendendola più coinvolgente”, ha affermato, senza nascondere la forte emozione dopo essere giunta a questa tappa fondamentale con vigorose insistenze. Gli sposi, infatti, avvalendosi dell’ art. 1 comma 3 del Dprn 396/2000 il quale prevede che un cittadino, in possesso di determinati requisiti, possa essere delegato dal sindaco a svolgere funzioni di ufficiale di stato civile in occasione di un matrimonio, hanno scelto lei.
“È un momento storico per la nostra comunità e per il nostro paese – afferma il consigliere anziano Ens Viterbo Andrea De Santis presente all’evento -, è una dimostrazione di quanto i Sordi siano in grado di poter fare semplicemente tutto”.
E conclude: “Che importanza ha la sordità dell’orecchio, quando la mente sente. L’unica vera sordità, l’incurabile sordità, è quella della mente”. I nostri complimenti a Valeria. Ad maiora semper.
Andrea De Santis
Ens Viterbo
Andrea De Santis e Valeria Giura
Valeria Giura celebra il rito civile in lingua dei segni
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