Riceviamo e pubblichiamo – Si può vivere al giorno d’oggi senza stipendio per un intero mese e non avere garanzie sui pagamenti futuri?
Eppure, dopo un Natale magro, senza tredicesima mensilità, ecco arrivare una Pasqua ancora più amara per i dipendenti tutti della casa di cura Villa Rosa.
A dar voce alle giustificate lamentele, questa volta sono i lavoratori in prima persona, che si trovano a svolgere il loro operato in modo eccellente in un ambiente diventato da tempo ostile, dove i principi religiosi ed etici di umiltà, carità, amore e fratellanza sembrano aver lasciato il posto a meschinità, falsità, vane promesse e bugie.
Solo pochi giorni fa, il direttore Mario Sesana, in un incontro con i vertici sindacali, il prefetto, il sindaco di Viterbo Giulio Marini e i dirigenti della Asl, aveva garantito il pagamento degli stipendi entro e non oltre il 25 marzo, data ovviamente non rispettata e già fuori tempo rispetto all’effettiva erogazione che sarebbe dovuta avvenire il 7 marzo.
L’ennesima promessa a cui, ovviamente, nessuno crede più.
Proprio per questo, tutti concordi e in accordo con le sigle sindacali, si è deciso di procedere con le azioni del caso, fino a oggi solo accennate, poiché si sperava ancora nel dialogo e nel rapporto di fiducia, in quella che è considerata da sempre una “grande famiglia”, e che invece si è rivelata solo una grande illusione per tutto il pesonale.
Riponiamo le nostre speranze in tutte le istituzioni, confidando che al più presto arrivino a conclusione di questa amara vicenda.
I dipendenti della casa di cura Vila Rosa
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