Roma – Un matrimonio terminato in una doloroso e inaspettato divorzio. Dopo 13 lunghi anni di militanza nel Movimento, il ministro degli esteri Luigi Di Maio ha deciso di lasciare i 5 stelle e di formare un nuovo gruppo politico: Insieme per il futuro. Epilogo, questo, di settimane di frecciatine e divergenze che hanno allontanato progressivamente il capo della Farnesina dal presidente del M5s. Fino alla definitiva rottura.
Luigi Di Maio
L’addio ai pentastellati Di Maio l’ha dato ieri sera intorno alle 21.30 nel corso di una conferenza stampa a Roma. La notizia aspettava solo di essere ufficializzata, ma era già cominciata a circolare dalla mattina. “Quella di oggi è una scelta sofferta che mai avrei immaginavo di dover fare – ha detto il ministro degli esteri -. Oggi io e tanti colleghi lasciamo il Movimento 5 stelle. Grazie per quello che mi ha dato, ma credo anche di avere ricambiato”.
Di Maio ha poi osservato che il Movimento “da domani non sarà più la prima forza in parlamento”. Insieme a lui lasciano infatti anche molti altri importanti esponenti dei 5 stelle. E, sempre insieme a Di Maio, approderanno nel nuovo gruppo Insieme per il futuro. Ipf potrà contare infatti su una sessantina di parlamentari ex Movimento. Cambieranno dunque anche i rapporti di forza all’interno di camera e sanato, con i 5 stelle che non saranno più il partito politico numericamente più consistente.
Non si sa ancora molto di Ipf. Stando alle parole di Di Maio, sarà una forza politica “dove non ci sarà spazio per odio, sovranismi e populismi” e con posizioni definite più atlantiste di quelle dei 5 stelle. Ad aver firmato per la nascita del gruppo ci sono anche illustri personaggi con incarichi di governo: Laura Castelli (sottosegretaria di stato al ministero dell’economia e finanze), Manlio Di Stefano (sottosegretario al ministero degli esteri) e Dalila Nesci (sottosegretaria al ministero per il sud). Tra gli altri anche Vincenzo Spadafora, ex ministro per le politiche giovanili e lo sport.
Diverse le questioni che hanno portato alla rottura tra Di Maio e Conte: dalla risoluzione sull’invio di nuove armi all’Ucraina al dibattito interno al Movimento sul limite dei due mandati.
Da parte sua, invece, Giuseppe Conte ha rassicurato che il Movimento continuerà a sostenere l’esecutivo. “Il sostegno a Draghi non è in discussione”, ha detto l’ex premier parlando oggi pomeriggio con i cronisti fuori dalla sede del partito.
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