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Cultura - Una mostra a Palazzo Alemanni riporta alla luce, per la prima volta, la storia di un successo durato due secoli

Gli anni d’oro di Bagnoregio, per due secoli regina della ceramica

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Civita di Bagnoregio – sponsorizzato – Nel corso dei secoli XVI e XVII Bagnoregio è uno dei centri di lavoro della ceramica più attivi dell’Italia centro-settentrionale. Una grande varietà di documenti d’archivio e molte ceramiche superstiti nei principali musei del mondo e in collezioni private – spesso attribuite ad altri centri produttivi, quali Deruta – compongono un quadro definito e coerente sui protagonisti, gli spazi di lavoro, i tipi di oggetti realizzati e la loro diffusione. Tuttavia mai finora tale tema è stato affrontato in modo unitario e complessivo, e mai una monografia o una mostra sono state ad esso dedicate.

In questo risiede il grande valore de ‘La Maiolica di Bagnoregio. Forme e colori della devozione’, la cui inaugurazione è fissata per sabato 9 luglio alle ore 18 con partenza dalla cattedrale di San Donato a Civita. La prima visita sarà guidata dall’archeologo Luca Pesante, curatore della mostra. La mostra è allestita all’interno dello spazio espositivo di Palazzo Alemanni, realizzata da Comune di Bagnoregio e Casa Civita è una delle azioni messe in campo per la promozione della candidatura de Il Paesaggio Culturale di Civita di Bagnoregio a Patrimonio Unesco.


Mostra 'La Maiolica di Bagnoregio. Forme e colori della devozione'

Mostra ‘La Maiolica di Bagnoregio. Forme e colori della devozione’


La ceramica a Bagnoregio rappresentò per un lungo periodo la principale forma di artigianato e pertanto una delle attività economiche di maggiore rilievo, insieme all’estrazione e alla lavorazione della pietra lavica impiegata come materiale da costruzione e nella decorazione architettonica.

Le storie dei vasai, studiate nel loro insieme, raccontano molto della vita quotidiana cittadina e al contempo lasciano scoprire alcuni dei cambiamenti economici e sociali che nel corso dei secoli si compiono in quella provincia dello Stato della Chiesa denominata Patrimonio di San Pietro in Tuscia.
 
Il flusso continuo di vasai provenienti da Deruta, a partire dalla prima metà del Cinquecento, ha messo in moto lo sviluppo di un polo produttivo di rilievo sovraregionale, dove fu realizzata la gran parte delle maioliche vendute sui mercati romani. 


Mostra 'La Maiolica di Bagnoregio. Forme e colori della devozione'

Mostra ‘La Maiolica di Bagnoregio. Forme e colori della devozione’


La storia della ceramica del Lazio settentrionale nel XVII secolo è in gran parte rappresentata dall’attività produttiva della cittadina di Bagnoregio che nel corso del secolo detiene il controllo del mercato di ceramiche entro un’area che oltre i confini regionali si estende dalla Toscana all’Umbria fino a Roma.
 
Il secolo è segnato da diverse trasformazioni innovative, una in particolare ha determinato l’inizio di un importante capitolo della storia dell’artigianato: in molte botteghe, accanto alla consolidata tradizione produttiva di stoviglie da mensa, da cucina, ceramiche architettoniche e da spezieria, si affianca un genere di manufatti che precedentemente occupava uno spazio marginale nel ciclo del lavoro.
 
All’origine del fenomeno vi è una nuova necessità di rappresentare, in diverse forme, i simboli della devozione religiosa, e nessun altro materiale, oltre alla maiolica, grazie ai propri caratteri materiali, poteva meglio soddisfare tale domanda.


Mostra 'La Maiolica di Bagnoregio. Forme e colori della devozione'

Mostra ‘La Maiolica di Bagnoregio. Forme e colori della devozione’


Le ceramiche devozionali hanno la funzione di simboli religiosi impiegati prevalentemente in ambito domestico – ma a volte anche in luoghi comuni urbani o rurali – ed esprimono, non sempre simultaneamente, culti locali, devozioni private e superstizioni in relazione con la complessità dello spirito religioso di un dato gruppo sociale.
 
Le incisioni a stampa, anch’esse impiegate a volte come simboli di devozione, sono frequentemente all’origine dei temi iconografici utilizzati dai ceramisti, allo stesso modo di figure votive contenute all’interno di edifici di culto che divengono modelli da riprodurre. Nell’oggetto in ceramica inoltre possono essere raffigurati elementi personali, come avviene nel caso di ex voto e di alcune targhe in cui il committente partecipa direttamente ad una fase di produzione nel trasmettere al vasaio una scena o un’iscrizione particolare da trasferire sulla ceramica stessa. Può accadere anche che alcuni oggetti, inclusi gli ex voto, vengano utilizzati come figure devozionali, inseriti nei paramenti murari esterni delle case o più comunemente appesi all’interno di ambienti domestici, o come simboli dal valore apotropaico soprattutto se applicati sopra la porta di accesso alla casa o perfino tra le tegole di copertura dei tetti.

La mostra sarà aperta, dal 10 luglio e fino al 31 dicembre, seguendo i seguenti orari. Ora Solare: dal lunedì al giovedì dalle ore 10 alle ore 16,30 e dal venerdì alla domenica e festivi dalle ore 10 alle ore 17,00. Ora Legale: dal lunedì al giovedì dalle ore 10 alle ore 17,30 e dal venerdì alla domenica e festivi dalle ore 10 alle ore 18,00.


Mostra 'La Maiolica di Bagnoregio. Forme e colori della devozione'

Mostra ‘La Maiolica di Bagnoregio. Forme e colori della devozione’


Mostra 'La Maiolica di Bagnoregio. Forme e colori della devozione'

Mostra ‘La Maiolica di Bagnoregio. Forme e colori della devozione’


Informazione sponsorizzata 


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3 luglio, 2022

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