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Viterbo - Lettere - Scrive Fabio Pascucci

“La soluzione è il movimento rifiuti zero”

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Riceviamo e pubblichiamo – In questi ultimi tempi ho spesso sentito parlare di incenerire, di termovalorizzare i rifiuti … ma siamo realmente sicuri che l’unica soluzione allo smaltimento sia quello di bruciarli?

Cercando informazioni sulla rete ci siamo avvicinati da anni ormai al movimento Rifiuti Zero, che nasce con l’intento di contrapporsi alla metodologia consumistica che non prevede un riutilizzo ed un riclico delle materie prime. Partecipando a manifestazioni e congressi su questi argomenti, siamo venuti a contatto con delle realtà italiane davvero straordinarie, comuni che nel giro di poco tempo hanno aderito a questa metodologia di gestione rifiuti riuscendo a sensibilizzare i propri cittadini e a portare molti vantaggi alla comunità e all’ambiente. Il primo esempio di comune italiano virtuoso ad aderire alla strategia Rifiuti Zero è stato Capannori (LU), in Toscana che nel 2007 con i suoi 46000 abitanti ha dato inizio a questo progetto. Ad oggi sono circa 80 i comuni italiani aderenti, per un bacino complessivo di oltre 3.200.000 abitanti.

Rifiuti Zero

può rappresentare un’alternativa economica comunale al sistema dei rifiuti tradizionale, dove nuove risorse vengono continuamente utilizzate per sostituire quelle finite in discarica.

Può rappresentare un sostegno sociale, grazie ad una migliore gestione degli alimenti.

Rappresenta un’importante alternativa per l’inquinamento visto che la riduzione dei volumi in discarica produce una quantità significativa di degrado ambientale in meno.

Schematicamente è possibile riassumere la strategia “Rifiuti Zero” in tre punti:

• Eliminare l’incenerimento dei rifiuti e strutturare un sistema di raccolta che aumenti la quantità di materiale differenziabile ed ottimizzi la qualità del materiale da riciclare, diminuendo contestualmente il volume di rifiuti prodotti;

• incentivare il riuso del materiale riciclato, la riparazione di oggetti e operare scelte di vita che diminuiscano la percentuale di scarti, (es. l’impiego di prodotti alla spina);

• sostenere la progettazione e la produzione di prodotti totalmente riciclabili, riutilizzabili e riparabili.

Per raggiungere l’obiettivo “rifiuti zero” abbiamo bisogno sia di una comunità’ responsabile, sia di una forte responsabilità industriale. Ci dobbiamo affidare alle famose 3 “R” : Riduzione, Riuso e Riciclo per quanto riguarda la comunità cittadina , ma necessitiamo di combinare questi tre principi con la “R”dell’industria : la Ri- progettazione! Se non possiamo riutilizzare, se non possiamo riciclare e se non possiamo compostare … allora non possiamo produrre. Essenzialmente quello dei rifiuti è un problema di pianificazione, non dobbiamo pensare di risolverlo con macchine rivoluzionarie, con l’aiuto di tecnologia … dobbiamo risolvere il problema con una migliore organizzazione, con una migliore educazione e con una migliore progettazione industriale.

Fabio Pascucci


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28 marzo, 2013

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