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Ambiente - L'Autorità distrettuale dell'Appennino centrale lancia l'allarme: "Sui 31 comuni gestiti da Ato-1 possibile impatto negativo per 14" - Nel mese di giugno criticità riscontrate a Nepi, Viterbo (Grotte Santo Stefano), Montefiascone, Acquapendente, Vignanello, Vetralla e Blera

“Allarme siccità, 60mila abitanti della Tuscia a rischio deficit di acqua”

di Samuele Sansonetti
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Vetralla - L'effetto della siccità in un oliveto

L’effetto della siccità in un oliveto


Viterbo – Anche la Tuscia nella morsa della siccità.

Mentre il Lazio è tra le regioni pronte a dichiarare lo stato di emergenza, l’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino centrale lancia l’allarme anche per la provincia di Viterbo.

Nel bollettino di fine giugno dell’Osservatorio permanente è presente un approfondimento sull’Ato-1 che gestisce, tramite la Talete, 31 comuni viterbesi. La situazione, come in molte altre zone della regione e dell’Italia, è preoccupante.


L'autobotte con l'acqua potabile

Un’autobotte con l’acqua potabile


Attualmente si registra una significativa diminuzione di portata alle sorgenti di maggior rilevanza come Piancastagnaio e Le vene, che servono i comuni dell’alta Tuscia, ma anche nelle fonti più superficiali. Per le prime il deficit è all’incirca del 30 percento mentre per le seconde la diminuzione media arriva fino al 50 percento. La scarsità di acqua, inoltre, non è sempre compensabile con altre fonti a causa della frammentazione degli abitati e della limitata interconnessione della rete.

Sono già riscontrabili criticità di disponibilità idrica nei comuni di Nepi, Viterbo (Grotte Santo Stefano), Montefiascone, Acquapendente, Vignanello, Vetralla e Blera – spiegano dall’Autorità di bacino distrettuale –. Nei comuni di Acquapendente, Blera e Vetralla è stato necessario attivare servizi sostitutivi con autobotti per rifornire circa 3mila abitanti. Sulla base dei dati forniti dal gestore è ipotizzabile che si verifichino, nel periodo estivo, impatti significativi sugli utenti in 14 comuni rispetto ai 31 totali gestiti, per una popolazione interessata di circa 60mila abitanti. La cifra corrisponde a circa il 30 percento degli abitanti totali serviti, pari a 213.465“.

In attesa del via libera da parte del governo dei piani di emergenza regionali, l’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino centrale ha programmato alcuni interventi con l’obiettivo di mitigare gli impatti dovuti alla possibile mancanza di acqua: riduzione delle pressione nelle reti, turnazioni ed eventuale utilizzo autobotti.

“Lo stato di severità – concludono dall’Autorità di bacino distrettuale -, per alcune parti del territorio, è medio-alto con tendenza al peggioramento della situazione”.

Samuele Sansonetti


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3 luglio, 2022

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