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Riceviamo e pubblichiamo – Caro direttore,
come cittadina della nostra amata Viterbo mi sorge spontanea e opportuna una riflessione: ma siamo in settimana santa o in settimana elettorale?
Questo amaro pensiero deriva dal fatto che sono presenti, ancora e insistentemente da svariato tempo, le plance elettorali per tutto il territorio di Viterbo; tra l’altro, debordanti di manifesti affissi ridotti spesso a brandelli.
Quindi, una pletora di ringraziamenti, visi sorridenti, numeri, che ben si addicono magari all’imminente tornata elettorale ma ormai, a distanza di un mese, rendono la loro presenza vana e contribuiscono solo a deturpare vie e piazze di Viterbo, già infelicemente compromesse da una pulizia e manutenzione non proprio realizzata a regola d’arte.
Addirittura l’altro giorno, viaggiando con la mia auto per via maresciallo Mariano Romiti, le forti raffiche di vento hanno staccato di colpo uno di questi manifesti che mi è rovinato sul parabrezza con conseguenze facili da immaginare. E i postumi del collante sul mio parabrezza sono ancora ben visibili (e fastidiosamente efficaci) a distanza di qualche giorno.
Mi chiedo se sia legittimo tenere ancora queste plance attive e per quale motivo si ancora consentito esporre dei manifesti elettorali o addirittura affiggerli di nuovi per promuovere manifestazioni, come ho constatato questa mattina.
Ma la polizia locale non dovrebbe comminare sanzioni per questo tipo di “affissione abusiva”? E chi usa impropriamente questi spazi riconosce una tassa di affissione al Comune come fa, del resto, una qualsiasi e onesta attività commerciale per pubblicizzare la proprio attività, o tutto permane in un menefreghismo totale?
Trovo assurdo che gli onesti commerciati, che elargiscono sonori contributi per questo tipo di servizio in un periodo di profonda crisi per le loro attività, devono anche subire la truce vessazione di vedere come chi dovrebbe amministrare la cosa pubblica scrocca pure le affissioni.
Mi sorge un dubbio: tutto ciò è derivato da semplice pigrizia di chi dovrebbe rimuoverli o invece c’è una diabolica volontà di continuare una campagna elettorale mai finita nella previsione di un repente ritorno al voto o già in preparazione delle amministrative?
Non credo che sia più possibile soprassedere o tollerare questa prevaricazione, considerate anche l’imminenza delle ricorrenze pasquali: un momento dove diventa imprescindibile presentare una città con un dignitoso decoro urbano. E invece, un considerevole florilegio di manifesti elettorali accompagnerà, con il suo rutilante aplomb, questo sereno week end di festività.
E’ proprio il caso di dirlo: buona Pasqua onorevoli!
Valeria Nardi
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