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L'Irriverente - Ci voleva una disattenzione nella sadica programmazione estiva tv per riproporre qualcosa che ha fatto pensare quanto costretta sia la nostra visuale

Finalmente in ferie ma con un po’ d’irriverente pessimismo

di Renzo Trappolini
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Renzo Trappolini

Renzo Trappolini

Viterbo – Ci voleva una disattenzione nella sadica programmazione estiva tv per riproporre sere fa, fra tanti film passati infinite volte, qualcosa che, a chi l’ha visto, ha fatto pensare quanto costretta sia la nostra visuale e, soprattutto, come le immagini che dagli occhi passano al cervello non ce le scegliamo noi.

Se no, perché il film “Regole d’onore”, con i bambini feriti e mutilati, la miseria della gente e l’arroganza armata degli occidentali, non ha prodotto paginate di giornali, speciali tv, e soprattutto aiuti? Sì, anche di armi, ma alla luce del sole? Sarà perché lo Yemen, il paese che il film racconta, è distante quasi il doppio dell’Ucraina? Eppure, lì il tempo della guerra si conta in anni, sette, e non in giorni. In soli tre mesi, uccisi duemila bambini “soldato”, doppio terribile stupro antiuomo. Mezzo milione di vittime, per il 60% civili; la fame con sempre meno carne da mordere.

Yemen come Etiopia, Nigeria, Libia, Burundi, Mozambico, mezza Africa e, in Asia, Siria, Afghanistan, Bangla Desh, Myanmar fino alle polveriere delle Coree, al Tibet e, sotto la cenere, sempre pronta a deflagrare, Taiwan. Cinquantanove conflitti, una guerra mondiale “a pezzi” e questo – terribile certo ma non meno degli altri – in Ucraina, della quale conosciamo ormai fiumi e strade, città e campagne, trepidando per le occupazioni, i missili assassini, per la popolazione che soffre stremata molto più di quanto i media ci mostrano.

Seguiamo ora per ora questa tragedia ma dimentichiamo, e senza rimorsi, che nel campo largo europeo ci furono solo ieri la Cecenia, la Crimea, la Georgia, come lo Yemen per il quale un film vecchio ma bello, per una sera, ce ne fa sentire responsabili. Quantomeno di disattenzione colposa, perché solo poche organizzazioni umanitarie “attenzionano” e il richiamo di mezzogiorno dalla finestra di piazza san Pietro è troppo vicino all’ora di pranzo perché trovi il tempo di provocare le reazioni dovute.

Ma forse è così che si vuole la dove si può. Nei forzieri dei Paperoni che contano i soldi che si fanno producendo e vendendo armi e quelli che sperano di fare, col buon diritto di futuri ricostruttori dopo le distruzioni belliche in quel pezzo di Europa granaio del mondo, terreno di minerali rari, passaggio obbligato di milioni di tonnellate di risorse energetiche. Ecco spiegate, allora, le disuguaglianze comunicative con lo Yemen, di cui incidentalmente ci si ricorda sol perché, comunque, si sappia che i marines e quelli come loro, sono ovunque e sempre ligi alle” Regole d’Onore”.

Quel film è valsa la pena vederlo per non credere, noi popolo spettatore e consumatore a colpi di intervalli pubblicitari, che ci sono guerre e guerre, aggressioni ed aggressioni, crimini e crimini: robe da “buoni” e barbarie da cattivi. Per non spegnere la tv pensando che, alla fine tutto passa specie se lontano da noi e soprattutto se non se ne parla. Tornando così a consumare per… non far piangere il re, il ricco, il cardinale…insomma “la produzione” che tutto guida.

Anche se il clima sballa, la siccità conferma la natura in stato di ribellione che scatena pandemie, fa diminuire le riserve dei ghiacciai e, a Roma fra topi, cinghiali, gabbiani-giganti, si rivede giro Nerone con gli incendi triplicati.

Che periodaccio! Perciò, chi può vada in ferie, pure con la benzina a 2,20. Approfitti quest’anno. Del doman, diciamocelo, non c’è certezza. Almeno per la maggioranza silenziosa ed operosa, che, per fortuna, c’è. Anche se rischia la trasformazione in “plebe”, il “popolo villano” dei tempi di quel famoso Conte raccontato da una strofa viterbese. Divertente ed irriverente, quanto vera.

Renzo Trappolini


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10 luglio, 2022

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