Tarquinia – Roberto Tomassini, Manuel Catini e Arianna Centini
Tarquinia – “Il primo tempo è finito stamani con la consegna di 2024 firme in comune”.
I consiglieri Manuel Catini e Arianna Centini annunciano la fine della raccolta, organizzata dal movimento Tarquinia 2024, finalizzata all’indizione di un referendum cittadino.
Quattro i quesiti previsti: abolizione del divieto di transito sulla strada dell’Acquetta, abolizione degli stalli a pagamento nel parcheggio della stazione, abolizione del divieto di transito lungo via Vecchia della stazione e modifica della Ztl in centro storico.
“Il numero 2024 è una provocazione – proseguono Catini e Centini -. Abbiamo voluto fermarci a questa cifra per via del nome del nostro gruppo consiliare. Ringraziamo tutti gli amici che ci hanno accompagnato durante il percorso e continuiamo a dire che le tematiche sottoposte non hanno colore: le multe, per esempio, le ricevono tutti e non soltanto gli elettori di destra o di sinistra. La nostra è un’azione che parte dalla bocciatura di una serie di nostre mozioni in consiglio comunale. Il referendum si può fare? Certo, lo prevede lo statuto e lo prevede il regolamento comunale”.
L’iter è iniziato con la comunicazione ufficiale al comune ed è proseguito con la raccolta firme. Dopo la consegna del fascicolo in comune il regolamento prevede il controllo delle firme e la composizione di un tavolo tecnico entro i 15 giorni successivi. Una volta redatto il verbale da parte della commissione, entro 40 giorni, il consiglio comunale può deliberare il referendum che deve avere luogo di domenica, tra il 45esimo e il 60esimo giorno dall’indizione.
“Conti alla mano – spiegano Catini e Centini – si dovrebbe arrivare al voto in un periodo che va dai 110 ai 130 giorni a partire da oggi. Il nostro prossimo obiettivo è quello di arrivare al quorum e siamo consapevoli e convinti di poterlo raggiungere. Il 50% dei votanti corrisponde all’incirca a 6.500 persone“.
Ultimo argomento quello relativo ai costi, che nel corso degli ultimi giorni ha provocato una serie di polemiche.
“Ne abbiamo lette di tutti i colori – concludono Catini e Centini –. Il costo totale è tra i 40 e i 46mila euro. Ogni cittadino che ha votato ne è consapevole. Se proprio vogliamo fare polemica, basta dire che il referendum costa un decimo del trenino turistico e soprattutto un terzo dell’ultima delibera con cui il comune affida a una società emiliana l’acquisto della spedizione di 30mila verbali“.
Presente alla conferenza stampa anche Roberto Tomassini.
Samuele Sansonetti
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