Viterbo – (b.b.) – Nonostante la manifestazione in piazza del comune di mercoledì scorso e i vari appelli alle istituzioni messi per iscritto nero su bianco, il gruppo di donne e bambini ucraini, fuggiti dalla guerra, che ora alloggiano in una struttura a San Martino del Cimino dovranno trasferirsi a Viterbo.
La decisione è arrivata nei giorni scorsi da Roma e per il folto gruppo di persone – circa un’ottantina – al momento non sembrano esserci alternative. Da domani, lunedì 1 agosto, dovranno spostarsi nell’albergo individuato a Viterbo e chiunque vorrà rimanere a San Martino dovrà sostenere di tasca propria le spese di alloggio e vitto.
Il trasferimento, a cui le donne della comunità hanno cercato di opporsi, sarebbe per loro, ma soprattutto per i figli, traumatico. Dal momento che nella nuova struttura non sarebbe possibile cucinare pasti e cibo, i più piccoli non avrebbero uno spazio all’aperto in cui giocare e verrebbero allontanati dalla quotidianità che sono riusciti a ricrearsi lontano da casa. E proprio a casa, dopo la decisione di Roma, alcune di loro avrebbero deciso di tornare.
“Non godendo di alcun contributo finanziario come altri rifugiati, non possono pagare di tasca propria l’alloggio nella struttura a San Martino nel Cimino e così, non volendo spostarsi a Viterbo, alcune hanno deciso di fare ritorno in Ucraina” spiega la referente della comunità Oksana Chyzhovych. “Mentre altre – conclude -, seppure non entusiaste all’idea, avrebbero comunque optato per il trasferimento nel capoluogo”.
– Donne e bambini ucraini in protesta a piazza del Comune
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