Viterbo – “Nessuno trasferimento di profughi ucraini da San Martino al centro di accoglienza di Viterbo. I pullman non sono arrivati”. La notizia arriva direttamente dalla comunità ucraina viterbese che ieri mattina s’aspettava i pullman mandati dalla prefettura per prendere circa 80 persone scappate dall’invasione russa del loro paese per portarle, come ha detto la portavoce della comunità Oksana Chyzhovych, “al centro di accoglienza di Porta Fiorentina”. Un centro che Chyzhovych definisce “incompatibile con le esigenze dei bambini”. Più della metà dei profughi che finora si trovano ancora della struttura di San Martino al Cimino dove stanno dal loro arrivo.
Viterbo – La protesta della comunità ucraina a piazza del Comune
Quaranta bambini “che – sottolinea Oksana Chyzhovych – vanno da uno a 17 anni. A San Martino hanno la possibilità di giocare all’aperto e avere spazi a disposizione per una vita più serena che gli permetta di affrontare il trauma della guerra”. Oltre ai bambini, ci sono le madri e persone anziane. “Non vogliamo andare al centro di Viterbo – ribadisce Chyzhovych – perché le condizioni di vita sarebbero profondamente incompatibili con quelle dei bambini, aggiungendo trauma a trauma”.
Viterbo – Oksana Chyzhovych
Mercoledì scorso la manifestazione in piazza del comune a Viterbo della comunità ucraina per protestare contro la decisione di spostare le persone. Trasferimento previsto per ieri mattina. “La comunità, dopo la manifestazione ha deciso di non salire sui pullman che avrebbe dovuto inviare la prefettura – spiega la presidente dell’associazione Italian Human Connections Est, Giulia Marchetti, che ha seguito fin da subito la vicenda dando il proprio supporto ai profughi -. Per il momento stanno cercando di trovare una soluzione, anche con l’intervento della protezione civile. Nella struttura di San Martino ci sono tantissimi bambini e per loro il trasferimento potrebbe avere un impatto emotivo. Per il momento il passaggio da San Martino a Viterbo non è avvenuto. I pullman non sono arrivati e pare che il tutto sia stato rinviato. Il nostro invito è comunque quello di prendere i pullman laddove dovessero arrivare. Un invito accompagnato dall’appello tutte le realtà associative e istituzionali del territorio, compresa la sindaca di Viterbo Chiara Frontini, a fare rete per trovare una soluzione che sia compatibile con le esigenze e la vita dei bambini”.
Viterbo – Giulia Marchetti
“Ci stiamo muovendo – ha poi aggiunto Marchetti – a tutela dei bambini, per evitare un’ulteriore frattura nella loro vita e per salvaguardare il loro sviluppo emotivo”.
“Le persone che devono essere trasferite – ha concluso infine Oksana Chyzhovych – vengono dalle zone di guerra in Ucraina. Molti sono rimasti senza una casa. E non sanno veramente dove andare”.
Daniele Camilli
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