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Viterbo - Talete - Le comiche in assemblea Ato - i due sindaci propongono di togliere il primo cittadino di Tarquinia dalla consulta d'ambito per assenze ma al momento di votare annunciano l'astensione - La furia del presidente Romoli e degli altri presenti sui due colleghi

Frontini e Giampieri chiedono di far decadere Giulivi e poi non votano la loro stessa proposta

di Giuseppe Ferlicca
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Chiara Frontini

Chiara Frontini

Luca Giampieri

Luca Giampieri

Alessandro Romoli

Alessandro Romoli

Viterbo – Frontini e Giampieri chiedono di far decadere Giulivi e poi si astengono. Sulla loro stessa proposta. Un po’ come lanciare il sasso e nascondere la mano.

Incredibile ma vero. Del resto, quando c’è di mezzo Talete, tutto può accadere. È successo ieri pomeriggio in assemblea Ato.

All’ordine del giorno, la sostituzione di due membri della consulta d’ambito, dei comuni di Viterbo e Castel Sant’Elia. Decaduti, essendoci state le elezioni. Ma cinque sindaci, Frontini di Viterbo, Giampieri di Civita Castellana, Bartolacci di Tuscania, Moneta di Canepina e Nicolai di Tessennano hanno presentato una lettera per sottoporre all’assemblea di valutare anche  la decadenza del collega di Tarquinia Alessandro Giulivi, in quanto assente per più di tre volte consecutive dalle riunioni. Come previsto da un articolo del regolamento.

Il presidente Romoli ha chiesto alla segreteria d’effettuare le verifiche: “In effetti – spiega Romoli – dal 16 febbraio sono state otto le assenze consecutive per Giulivi. Con la nota dei sindaci si avvia il procedimento per la decadenza”.

C’è già una lista con tre nomi di primi cittadini, per sostituire i due decaduti, per elezioni e per assenze. Tutto normale.

Fino a quando non si a arriva alle dichiarazioni di voto. Il sindaco di Civita Castellana Luca Giampieri, fra i sottoscrittori della richiesta, anticipa di volersi d’astenersi.

“Chiediamo di sottoporre la decadenza come prevede il regolamento, è una questione automatica”, spiega Giampieri.

Non proprio dello stesso avviso, Bartolacci da Tuscania: “Giampieri si astiene per tenere fuori la Lega. Lui è qui non come sindaco, ma come rappresentante FdI”.

Il meglio deve ancora venire, perché anche la sindaca di Viterbo Chiara Frontini prende la parola e annuncia la propria astensione. “Siamo fuori dalle dinamiche politiche – avverte Frontini – è opportuno non entrarci”.

Di poco opportuno, invece, secondo il presidente della provincia Alessandro Romoli c’è ben altro. “Nella pubblica amministrazione – tuona Romoli – contano provvedimenti e procedure amministrative, al di là dei post sui social. Se cinque sindaci inviano una lettera alla presidenza Ato chiedendo la decadenza di un componente in consulta, avviano un procedimento che porterà a un provvedimento amministrativo.

Oggi sono arrivate a sorpresa posizioni non rappresentate prima. La lettera è un’assunzione di responsabilità. Così viene meno il criterio dell’affidabilità”. Più che altro, perché si è arrivati a votare il provvedimento proposto dai 5, senza che si sapesse la reale intenzione di alcuni fra i sottoscrittori.

Se possibile, rincara la dose per Bolsena, il vicesindaco Andrea Di Sorte. “Il voto di astensione – ricorda Di Sorte – equivale a voto negativo, perché se tutti ci astenessimo, il punto sarebbe respinto”.

Per il collega di San Lorenzo Nuovo Bambini è incomprensibile come per una situazione così lineare ci si possa astenere. Alla fine, la decadenza di Giulivi passa con 21 voti a favore e tre astenuti. Oltre Viterbo e Civita Castellana, anche Bagnoregio.

“La posizione di chi ha firmato la lettera e poi si è astenuto – spiega Romoli – ce l’avreste dovuta far conoscere prima, non adesso, voi avete la responsabilità politica, perché senza quella lettera nessuno avrebbe sollevato il problema. Non si può arrivare qui e astenersi”.

È il pensiero trasversale di un po’ tutti i sindaci presenti, a cominciare da chi quel documento l’ha firmato.

Come Nicolai o Aldo Moneta (Canepina): “Sono estremamente deluso”. Il primo punto, decadenza di Giulivi, era consequenziale al secondo, la sostituzione dei tre decaduti. A questo punto, la conseguenza è che non si voti la nomina dei tre membri in consulta.

Gli animi sono surriscaldati. Moneta chiede la sospensione, concordano i colleghi di Bolsena e Tuscania.

“Quest’organo ha un compito gravoso – fa notare Bartolacci – quanto accaduto è una scorrettezza istituzionale e anche dal punto di vista politico. Un macigno difficile da rimuovere”.

Il risultato prodotto è che la consulta rimane al momento non con due, ma con tre componenti in meno. Il presidente Romoli s’impegna a riconvocare tutti a breve. Al massimo entro la fine del mese.

Perché la consulta è organo di supporto all’assemblea dei sindaci Ato e si sa di quanto supporto avrebbero bisogno in questo momento nella vicenda Talete. E invece…

Giuseppe Ferlicca


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5 agosto, 2022

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