Viterbo – “Lavoriamo tutti per i cittadini, non c’è chi è di serie A e chi di serie B”. Aldo Moneta, sindaco di Canepina, proprio non ce l’ha fatta l’altro giorno in assemblea Ato, a non replicare ad alcune dichiarazioni della collega di Viterbo Chiara Frontini.
Il tema, manco a dirlo, è sempre Talete e relativa cessione di quote ai privati. Procedura contro cui il comune capoluogo, con la nuova amministrazione ha voluto ribadire la netta contrarietà. Chiedendo pure di rivotare le procedure.
C’è una questione di sostanza e una di forma. Una non meno importante dell’altra. La sostanza è la richiesta avanzata da Frontini a più riprese. La forma è come a volte l’ha motivata. Sostenendo che per richiedere il finanziamento ad Arera, i famosi 40 milioni che paiono tramontati e per questo si è scelta la carta privati, occorre porsi in modo giusto, essere convinti. Più o meno il senso.
Frasi che Moneta interpretato in modo negativo, o meglio, offensivo. In questi anni tutti hanno sbagliato tutto?
Il sindaco di Canepina, seguito a ruota da quello di Capranica Nocchi non ci sta. “Tutte le volte che siamo andati da Arera – dice Moneta – lo abbiamo fatto in modo corretto, cercando risposte. Rivendico il lavoro di questi anni, di tutti i sindaci dell’Ato. Le dichiarazioni di Frontini sono offensive. Io mi sono sentito così, come altri colleghi.
Quando ho rappresentato la popolazione, per la provincia o per il mio comune, l’ho fatto con passione, onestà intellettuale. Così tutti i colleghi”.
Le esternazioni della sindaca di Viterbo non sono piaciute. “Sono dichiarazioni che feriscono – dice ancora Moneta – stiamo tutti lavorando per la cittadinanza, non ce n’è una di serie A e una di serie B”. Non proprio dichiarazioni concilianti.
Seguire una linea è legittimo, ma il metodo utilizzato dalla neosindaca sembra fatto apposta per scavare un bel solco, magari da riempire d’acqua e trasformare in un fossato, che allontana Viterbo dagli altri comuni.
Non sembra un buon inizio. Per l’amministrazione e per Talete.
Giuseppe Ferlicca
– Frontini e Giampieri chiedono di far decadere Giulivi e poi non votano la loro stessa proposta
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