– Anche i chihuahua nel loro piccolo… mordono.
Prendete un chihuahua. Affamatelo. Schernitelo. Se proprio siete sadici dategli anche paio di calci sugli zebedei. Mettetelo infine in un angolo senza via di fuga. Ebbene anche un chihuahua a quel punto morde e si ribella.
La partitocrazia ha fatto la stessa cosa con una parte degli italiani. Riducendoli a sudditi. Sudditi senza alternativa. Costretti alla fine a ribellarsi nonostante non ne avessero alcuna voglia. Anche perché il sistema partitocratico nulla o quasi ha a che vedere con la democrazia. E i sudditi non hanno in realtà nessuna possibilità di creare alternative al ceto dirigente esistente. Che non fa altro che perpetuarsi.
E nella neolingua non fa altro che parlare del “bene del paese”, che però per loro coincide con il ceto dirigente che per mantenersi deve creare un sistema di finanziamenti pubblici vasto all’infinito. E questo è possibile solo aumentando fino all’ipertrofia lo Stato che deve alimentare a cascata un numero di clienti adeguato e deve sostentare un sistema di informazione drogato.
Insomma deve creare una pubblica amministrazione infinita e che si occupa di tutto dal petrolio alla sanità. Questa in realtà è la sedicente democrazia italiana.
Una “democrazia” che, come diceva Alberto Ronchey, nella prima repubblica era bloccata dal fattore K (Kommunizm) perché non era possibile che la maggiore forza di opposizione, per ovvi problemi di geopolitica, potesse andare al potere. E forse proprio questo blocco ha portato alla creazione di un ceto dirigente in realtà unico. Con una falsa maggioranza e una falsa opposizione. In cui in realtà tutto era spartito. Alla Dc il governo del paese. Al Pci molte regioni e amministrazioni locali. Per fare un esempio.
Il cancro della partitocrazia ha alla fine intaccato anche le ultime enclave di democrazia. Tutto, totalitariamente, è stato occupato. Amministrazioni, università, scuola, sanità, mondo dello spettacolo, imprenditoria… Tutto. Proprio tutto. Con finanziamenti in tutti i settori, rendendo tutto irreale. Creando un’economia fittizia e drogata.
Fino a creare il suo radicale antagonista. Il fattore G. Sì, Grillo non esisterebbe se non fosse stato creato dal sistema al, si spera, tramonto. E non è un caso che Grillo, tra l’altro, punta su due aspetti precisi: abolizione del finanziamento pubblico dei partiti e dei giornali. Due punti che potrebbero iniziare la disarticolazione del sistema.
Per quanto Grillo possa apparire totalitario, antipatico, cervellotico… Gli italiani lo votano perché sanno bene che quella in cui sono vissuti non è una democrazia, ma un sistema di potere bloccato.
E la cosa comica è che il fattore G,come il fattore K, sparirebbe immediatamente se e solo si desse vita a una qualche forma di democrazia. Di ricambio non violento della classe dirigente.
Per questo Grillo non può che puntare all’azzeramento del sistema dei partiti.
Il caso Renzi è paradigmatico della irriformabilità del sistema. Un partito aveva la possibilità di creare una alternativa vincente al suo apparente avversario e invece sceglie di perdere ma di perpetuare il proprio gruppo dirigente. Tutto per il “bene del paese”. Ovviamente. E non perché ai vertici ci sono persone perverse, ma perché non possono non pensare al proprio perpetuarsi. E letteralmente non conoscono e non vedono la realtà.
Ora però la crisi economica non permette più uno stato in grado di sostentare una massa enorme di clienti e di drogare tutti i sottosistemi del paese. E non basta buttare a mare la costituzione, con il passaggio da uno stato a fondamento parlamentare a un presidenzialismo di fatto. Con un presidente della repubblica che è sceso in campo ed ha esautorato partiti e parlamento. Incredibile. E questo mentre fior di costituzionalisti sono alla sua corte.
Ieri c’è stato un sprazzo di lucidità del sistema come accade a chi sta in agonia: per la presidenza della repubblica è stato fatto il nome di una donna che è una speranza e una certezza di rispetto assoluto delle regole: Emma Bonino. Su di lei, stimata anche a livello internazionale, potrebbero convergere i voti di tutti. Potrebbero. Ma la Bonino ha un difetto: non fa parte del sistema. E, lei sì, lo potrebbe ristrutturare per riportarlo sulle rotaie strette della legalità costituzionale. Ed è questo il ruolo del presidente.
Se la cosa non andrà in porto non ci vuole la palla di vetro per capire che, se si va alle elezioni in tempi brevi, il Movimento 5 stelle o chi per lui farà ancora un balzo avanti. Insomma i chihuahua saranno costretti di nuovo a mordere… per non morire, questa volta.
Carlo Galeotti
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