Civita Castellana – Cigo, cassa integrazione ordinaria, richiesta in via preventiva dalla Saturnia in attesa che i prezzi del gas, aumentati del 500%, diventino ragionevoli. Lo rende noto l’azienda in una nota diffusa.
Le aziende del distretto della ceramica di Civita Castellana sono tornate ai livelli prepandemia, ma ora sui conti pesano materie prime e bollette dell’elettricità e del gas metano. Il segreto della ripartenza è l’export, il lockdown ha aperto nuovi spazi: fra i mercati emergenti, in base a dati Eurostat, spiccano la Grecia, la Bulgaria e l’Albania.
Negli ultimi anni le aziende di Civita hanno affrontato globalizzazione e pandemia puntando su design, qualità, export e mercati emergenti. Su di loro incombe però l’aumento del costo delle materie prime e dell’energia elettrica e del gas metano, fondamentale per produrre arredi in ceramica.
Il problema è nazionale: secondo Confìndustria i costi di produzione per le imprese saranno di 37 miliardi nel 2022 contro gli 8 del 2019. Ma in particolare per le fabbriche di Civita l’aumento sarà di oltre il 500%, con il prezzo del gas passato da 18 centesimi al metro cubo a più di un euro in poco tempo.
Costi impossibili da sostenere, gli imprenditori devono rinunciare al profitto per produrre e rimanere sul mercato. A volte si ricorre alla cassa integrazione, in attesa che i costi diventino più ragionevoli, richiesta nei giorni scorsi dalle ceramiche Saturnia, Hidra e Azzurra.
Nessun pericolo di imminente chiusura per quanto riguarda l’azienda produttrice di stoviglie, solo una richiesta preventiva, come si può leggere nella nota diffusa proprio dalla Saturnia: “Con riferimento agli articoli allarmistici comparsi sulle testate locali nelle ultime ore, l’azienda Saturnia Srl comunica che la Cigo (Cassa integrazione ordinaria) è stata richiesta in maniera preventiva così come hanno fatto tantissime aziende in Italia, in attesa che i prezzi del gas tornino ‘ragionevoli’, replicando peraltro l’operazione che era stata
fatta a gennaio quando la Cigo era stata richiesta ed accordata ma assolutamente non utilizzata.
Con la presente intendiamo smentire immediatamente le illazioni di “imminenti chiusure” dell’azienda presenti sulle testate giornalistiche locali o qualcuno potrebbe essere portato a pensare che taluni giornalisti o politici (o presunti tali) negli ultimi mesi siano vissuti su Marte”.
Nessuna riapertura dopo le ferie. Generalmente, la cassa integrazione viene richiesta per un periodo che va dalle 9 alle 13 settimane, ed in questo caso partirà dagli inizi di settembre.
Giusi De Novara
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY