Viterbo – Marianna Madia capolista a Viterbo, fuori il consigliere regionale Enrico Panunzi che con buona probabilità non si candiderà nemmeno. Si sarebbe conclusa così la riunione della direzione nazionale del Partito democratico nella sede romana del Nazareno. Ieri sera attorno alla mezzanotte. Dopo un incontro, parte in presenza e parte in collegamento online, rinviato per ben tre volte nell’arco della giornata e a distanza di 12 ore dalla prima convocazione.
Fuori dunque Enrico Panunzi, dato invece per certo fino a qualche giorno fa, come capolista al proporzionale per la camera dei deputati. La scelta è caduta invece sull’ex ministra per la semplificazione e la pubblica amministrazione nei governi Renzi e Gentiloni. Il 25 settembre le elezioni.
Marianna Madia
“Avrei voluto ricandidare tutti i parlamentari uscenti – ha detto il segretario nazionale dei democratici Enrico Letta durante la riunione -. Ma è impossibile per la riforma del taglio dei parlamentari ma anche per esigenza di rinnovamento”. Assieme a Letta ci sono, tra gli altri, il ministro Dario Franceschini, l’ex segretario Piero Fassino, il sindaco di Roma Roberto Gualtieri e quello fiorentino Dario Nardella.
Una giornata drammatica per il Pd viterbese caratterizzata da continue docce fredde. La più gelida di tutte ieri nel tardo pomeriggio. Panunzi non sarà più capolista. Al suo posto la parlamentare uscente Cecilia D’Elia. Nonostante la segretaria provinciale del partito abbia indicato il consigliere regionale all’unanimità e lo stesso segretario regionale Bruno Astorre abbia spedito alla direzione, pare con il pieno sostegno del presidente della regione Lazio Nicola Zingaretti, una proposta di lista con Panunzi al primo posto. Alla fine, però, a spuntarla è stata Madia, anche lei parlamentare uscente eletta, nel 2018, nel collegio uninominale di Roma 2 nel quartiere di Montesacro. Con il 37,8% dei voti.
Enrico Panunzi
Appena saputa la notizia – fra l’altro, situazioni simili a quella di Panunzi stanno caratterizzando il Pd in tutto il paese – nel partito viterbese ci sarebbe stata una vera e propria levata di scudi a sostegno del consigliere alla Pisana. Una vera e propria spaccatura tra il partito della Tuscia e quelli regionale e nazionale. Pare infatti che più di 40 circoli, e con loro diversi sindaci e amministratori comunali, abbiano subito scritto ad Astorre invitandolo a fare di tutto per evitare il peggio. In caso contrario, come poi è stato, si sarebbero dimessi in massa e, in molti casi, abbandonato direttamente il partito.
Daniele Camilli
– Panunzi rischia di non essere capolista
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