Riceviamo e pubblichiamo – L’aumento della tariffa per il conferimento dei rifiuti presso l’impianto di Casale Bussi è l’ennesima tegola che si abbatte sui cittadini della Tuscia ad opera della Regione Lazio.
La determinazione della direzione regionale attività produttive e rifiuti del 12 maggio scorso, che aumenta da 79,20 a 93,30 euro a tonnellata lo smaltimento di rifiuti presso l’impianto sito nel Comune di Viterbo (che invece ci guadagnerà), non solo è stata decisa senza la concertazione degli Enti locali ma addirittura all’insaputa di tutti, Comuni e Provincia di Viterbo compresi.
Un salasso che inevitabilmente si riverserà sulle bollette della Tarsu dei cittadini della Provincia di Viterbo, visto che i Comuni avranno ora un costo di smaltimento maggiorato del 20% a cui dovranno far fronte, come impone la legge, con un amento della tassa sui rifiuti nei confronti dei propri cittadini.
Ritengo urgente e doveroso che il Presidente della Provincia Meroi e l’Assessore all’Ambiente Equitani vengano in Consiglio provinciale a dare spiegazioni in merito a questa vicenda che vede ormai i Comuni del viterbese ad essere nella Regione Lazio quelli che pagano le tariffe più alte di tutti. Sono sei mesi che la Regione Lazio ha adottato il Piano regionale per la gestione dei rifiuti e la Provincia di Viterbo, completamente inerme per le beghe e i litigi interni della maggioranza di centro destra, non è riuscita ancora a presentare le proprie osservazioni.
Un piano che prevede sin da quest’anno una percentuale di raccolta differenziata del 60% in tutta la Regione, mentre in realtà sarà al massimo del 20%, aprendo di fatto ad una situazione che rischia l’emergenza rifiuti a cui la Regione già si sta preparando con la definizione dell’Ato regionale in cui le province dovranno soccombere alle evidenti difficoltà che sta avendo Roma Capitale e che si aggraveranno con la chiusura della discarica di Malagrotta. Così a Viterbo, oltre ai rifiuti che attualmente giungono dalla provincia di Rieti, c’è il rischio fondato che arriveranno anche quelli di Roma e che l’aumento tariffario non si fermerà qui.
Nel frattempo, mentre la Giunta Polverini non destina risorse finanziarie per incrementare la raccolta differenziata e non decide come risolvere la situazione romana ormai prossima all’emergenza, aumenta le tariffe ai cittadini viterbesi attraverso i Comuni.
Questa è l’ennesima vicenda, dopo la sanità, le infrastrutture, l’aeroporto, la scuola che si abbatte sulla Tuscia e di fronte alla quale la Provincia di Viterbo, impantanata in una crisi politica della sua maggioranza, si dimostra incapace di reagire e di far rispettare i diritti e la dignità dei propri cittadini. Il Presidente Meroi e l’Assessore Equitani ci dicano allora quanto altro ancora dovranno subire i cittadini di questa Provincia.
Mirco Luzi
Consigliere provinciale Pd – Commissione Ambiente
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