Riceviamo e pubblichiamo – Dal XVII al XIX secolo, una storia, un patrimonio.
Venerdì 5 aprile a Viterbo presso l’aula magna del rettorato dell’Università della Tuscia e sabato 6 aprile a Ronciglione presso la sala del collegio, si è svolto l’importante convegno sul tema “Ferro e ferriere pontificie dal XVII al XIX secolo, una storia un patrimonio”.
Il progetto è stato promosso dall’Università della Tuscia, dal Comune di Ronciglione e dal Centro Ricerche e Studi in collaborazione con l’ICSIM (Istituto per la cultura e la storia d’impresa “Franco Momigliano”) e l’Aipai (Associazione italiana per il patrimonio archeologico industriale) con lo scopo di ricomporre nei suoi vari aspetti, la storia del ferro e la sua trasformazione nello Stato Pontificio con tutte le implicazione di natura politica, economica, sociale e soprattutto culturale che tutto questo ha comportato.
Le due giornate di studio, presiedute da Luciano Palermo docente di Storia economica Università della Tuscia e da Silvano Boldrini, presidente del Centro ricerche e studi, sono state particolarmente ricche di interventi. La prima sessione dei lavori ha posto l’attenzione sui giacimenti di ferro presenti nell’Alto Lazio, sulle rotte e i percorsi che lo stesso doveva compiere per arrivare nei luoghi di lavorazione.
La seconda sessione invece ha spaziato dalle tecniche fusorie e di affinamento del ferro al rifornimento del combustibile indispensabile per alimentare i forni, vale a dire quello che per tanti secoli è stato l’oro verde. Interessante è stato conoscere l’adeguamento legislativo per la regolamentazione del taglio del patrimonio boschivo che aveva innescato una annosa questione tra l’Enfiteuta della “macchia grossa”, la camera apostolica e la popolazione di Ronciglione che si vedeva defraudata nei propri diritti.
Il numeroso pubblico presente ha seguito con particolare attenzione la storia degli edifici produttivi di Ronciglione, grazie anche ad un ricco apparato iconografico che ha permesso di effettuare un confronto tra passato e presente. Particolarmente apprezzato un progetto di recupero storico e ambientale del vallone di Rio Vicano dell’Arch. Italia Vinciguerra ma soprattutto l’intervento dell’Arch. Pietro Lateano che ha illustrato il progetto di recupero della Ferriera Vecchia in fase di realizzazione.
Tutto questo ha fatto si che il pubblico presente , abbia espresso le proprie impressioni e speranze nella tavola rotonda dedicata al tema “Tutela, conservazione, valorizzazione e riuso delle ferriere”.
Gli amministratori locali presenti, l’assessore alla Cultura del Comune di Ronciglione Daniela Sangiorgi, il sindaco del Comune di Monteleone di Spoleto Marisa Angelini, Roberto Meloni della direzione urbanistica del Comune di Terni hanno fatto il punto su ciò che è stato realizzato e ciò che si potrebbe fare.
Renato Covino (Università degli Studi di Perugia) in qualità di presidente dell’Aipai ha auspicato un sempre maggiore coinvolgimento tra Enti e Istituzioni e ha suggerito le strategie operative per poter realizzare una rete che coinvolga tutti i territori interessati perché ,forte della sua esperienza più che ventennale, sa bene che da soli non si va da nessuna parte soprattutto in un momento storico così complesso e difficile. E’ auspicabile che un progetto integrato tra i territori umbri e laziali con lo scopo di valorizzare i paesaggi e i luoghi di produzione del ferro, oltre ad effettuare una operazione di recupero e conservazione della nostra memoria storica, possa diventare una risorsa turistica ed economica di non poco conto.
Lucia Girelli
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