![]() |
Riceviamo e pubblichiamo – Finalmente domenica. La prima domenica di sole dopo settimane di tempo piovoso. L’aria di primavera si fa respirare soffiata da una tramontana nemmeno poi così fastidiosa.
Oggi ho deciso che farò il turista a casa mia. La città che lentamente si risveglia dal sabato di festa è stupenda, silenziosa all’inverosimile.
Parto da piazza del Plebiscito (meglio conosciuta come piazza del Comune) e inizio il percorso standard verso San Pellegrino. Oggi non camminerò come faccio quotidianamente, di fretta e a testa bassa: oggi sono un turista e voglio cercare ogni minimo particolare.
Mi fermo a far colazione a piazza del Gesù e, nonostante la bellezza dell’atmosfera, non riesco a non soffermarmi sul crollo della pavimentazione. Scopro che è stata presumibilmente causata dal passaggio di un mezzo pesante. Un mezzo pesante? In pieno centro storico? Ma anche i bambini sanno che Viterbo è una città completamente vuota nel sottosuolo e che se piove tanto il terreno s’ammorbidisce. Come mai non si riescono a capire cose così basilari?
Come mai il centro storico di una città medievale tanto quanto Perugia, Siena, San Gimignano, e altre, è invaso dalle auto? L’unica risposta che mi viene data è che “i Viterbesi devono poter arrivare comodamente ovunque usando le auto, sennò poi nei negozi non entrano più!”. Quanto mi sembra strana questa spiegazione. Si potrebbe pensare piuttosto ad una Ztl a fasce orarie (vera, non come quella fittizia descritta dai cartelli stradali!) con il traffico automobilistico completamente vietato se non per i residenti, concedendo anche lo spazio pubblico antistante gli esercizi commerciali ai rispettivi gestori, con un unico ‘pegno’ da pagare: tenerlo pulito! Ne guadagnerebbero tutti, soprattutto questo incantevole centro storico.
Nonostante queste amare riflessioni, decido di riprendere il mio tour, smettendola però di camminare su percorsi conosciuti e addentrandomi nelle vie meno frequentate.
Scopro scorci che non immaginavo, incredibilmente suggestivi. Scopro chiese che non credevo esistessero, balconi adornati con omaggi floreali che farebbero invidia ai migliori architetti.
Purtroppo mi capita anche di scoprire piccole discariche di immondizia a cielo aperto, addirittura un materasso appoggiato alla porta di un locale commerciale ormai abbandonato. Mi chiedo il perché di tale disorganizzazione. Poi ripenso al fatto che a passeggio non c’era nessuno. Ma come, non dovrebbe esser stracolmo di turisti un centro storico medievale a 2 passi da Roma? Eppure nessuno per strada. O forse non riesco a trovare nessuno perché le bellezze della mia città non sono valorizzate da un degno percorso turistico che possa orientare l’ignaro turista? Sì, forse è questa la vera motivazione.
Sicuramente un totale rinnovamento della cartellonistica aiuterebbe chiunque nella ricerca di un chiostro unico nel suo genere come quello della chiesa della Trinità o di un incredibile cimitero longobardo nascosto tra fitte mura di tufo. Magari per risparmiare si potrebbe sviluppare un progetto tra amministrazione comunale e università della Tuscia per creare un percorso intelligente per rilanciare il turismo a Viterbo. Magari.
O magari si potrebbe continuare così, pensando in piccolo, chiudendoci ancora dentro le mura, pensando che il turismo non deve esser minimamente valorizzato, perché tanto Viterbo non ne ha bisogno: “Qui si vive d’altro!”…ah sì? E di cosa?
Jacopo Malachin per Movimento IdeAzione
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY