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Viterbo - Lettere - Un gruppo di commercianti di corso Italia lanciano il grido d'allarme e attaccano l'amministrazione colpevole del degrado che colpisce famiglie e attività commerciali della zona

“Se muore il centro storico, muore tutta la città”

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Viterbo

Riceviamo e pubblichiamo – Il centro storico di Viterbo versa ormai in uno stato di degrado sociale ed economico.

Un degrado che colpisce residenti e attività commerciali. Un degrado che ha un solo responsabile: anni di immobilismo e una politica che hanno svuotato il centro storico di qualsiasi interesse, soprattutto per i turisti. Con un solo obiettivo: sostenere le attività private. Solo trenta anni fa, nel centro storico abitavano 30mila persone. Oggi, soltanto 8mila.

Tutto questo, in una città precipitata ormai agli ultimi posti della classifica di vivibilità.

Quanto accaduto negli ultimi vent’anni, è sotto gli occhi di tutti: sono stati portati via dal centro tribunale, ospedale, enti, uffici comunali. Il tutto senza mai rimpiazzare gli edifici lasciati vuoti, con tutte le difficoltà che gravano sui bilanci, dovute a canoni di affitto a volte incomprensibili. Chiediamo che vengano presi provvedimenti urgenti e fattibili nel breve periodo.

Provvedimenti per una indispensabile e tempestiva riqualificazione del centro storico, in particolare per la zone di Corso Italia, piazza del Teatro, piazza delle Erbe, piazza della Repubblica, via della Sapienza e via Marconi. Si tratta di zone vitali per il commercio e il turismo, un’area dove si trovano circa 500 attività che danno lavoro a quasi duemila persone. Attività che oggi rischiano la chiusura.

I commercianti propongono infine dei provvedimenti da realizzare nel breve periodo. Viabilità: consentire un più facile accesso e deflusso al parcheggio di piazza dei Caduti (vedi viabilità di Via Marconi). Raccolta differenziata: rilanciarla e dare maggiore informazione sulle modalità, in modo da non convivere quotidianamente con mucchi di “monnezza” abbandonati per giorni.

Mercato del sabato: individuare una zona idonea che non penalizzi né gli ambulanti né l’uso del parcheggio necessario a tutti coloro che vogliono accedere in centro. Accattonaggio: risolvere il problema nel rispetto dei diritti della persona, vietando tuttavia il coinvolgimento di bambini e minori nella richiesta delle elemosine. Edifici comunali provinciali: ridare vita a tutti gli edifici abbandonati.

Arredo urbano e ornato: è fondamentale un regolamento dell’ornato degno di un’antica città come Viterbo. Sicurezza: maggior controllo da parte di polizia locale e pubblica sicurezza. Valorizzare e promuovere la città: con fiere, mostre, iniziative, eventi e sviluppo delle manifestazioni già esistenti. Se muore il centro storico, muore tutta la città.

Un gruppo di commercianti Corso Italia


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10 aprile, 2013

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