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Sport - Pallavolo - Intervista al centrale Giuseppe Ottaviani, viterbese in forza alla Libertas Cantù, che ha affrontato in amichevole il giovane talento del Monza

“In Umberto Caporossi rivedo me stesso e il percorso che ho fatto da giovane…”

di Samuele Sansonetti
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Sport - Pallavolo - Umberto Caporossi e Giuseppe Ottaviani

Sport – Pallavolo – Umberto Caporossi e Giuseppe Ottaviani


Viterbo – Quindici anni di differenza (il primo classe ’91, il secondo 2006) ma un passato comune.

Giuseppe Ottaviani e Umberto Caporossi, entrambi originari della Tuscia e oggi alla Libertas Cantù e al Monza, si sono affrontati in un match amichevole del precampionato.

Un incrocio a tinte viterbesi che ha fatto molto piacere sia al forte schiacciatore e che al giovane opposto, protagonista in più occasioni nelle giovanili della Nazionale italiana.

Giocatore affermato contro giovane in rampa di lancio, è indubbio che il primo risulta una fonte di ispirazione per il secondo.

Ottaviani, che effetto ti ha fatto vedere dall’altra parte della rete un giovane viterbese proveniente dalla tua stessa società?
“Mi ha fatto molto piacere vedere Umberto fra i campioni della Superlega. Ho avuto una sensazione di orgoglio per il mio territorio che, nonostante le difficoltà, nel corso degli anni ha fatto emergere diversi giocatori e giocatrici che giocano ad alto livello”.

Quanto è importante, per un giovane come Caporossi, allenarsi con la serie A?
“In Umberto rivedo me stesso e il percorso che ho fatto da giovane, quando iniziavo ad affacciarmi alla pallavolo di alto livello. E’ un’esperienza molto importante per un giovane confrontarsi coi campioni. Umberto deve essere bravo a imparare dai più grandi”.

Quanto è lunga la strada per arrivare a giocare in serie A?
“E’ molto lunga e piena di sacrifici, ci vuole tanta pazienza e dedizione. Da giovani non è sempre facile avere la maturità di prendere seriamente gli impegni sportivi e conciliarli con la scuola, per questo è fondamentale crescere in una società seria e ben strutturata e avere il giusto supporto dalla famiglia. Lo sport da giovani deve essere un divertimento poi col le giuste motivazioni si può arrivare ad avere grandi soddisfazioni”.

Un consiglio che daresti a Caporossi?
“Umberto deve pensare a divertirsi con lo sport, lavorando e dando sempre il massimo, cercando di avere l’umiltà di imparare dai più grandi, poi se son rose fioriranno”.

Samuele Sansonetti


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16 settembre, 2022

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