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Cultura - Il direttore artistico De Palma: “Il festival musicale verrà esteso anche agli ex comuni - Presentato il programma dei Bemolli sono blu

“Viterbo in musica sbarca su Radio Tre”

di Daniele Camilli
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Presentazione festival Bemolli sono blu

Presentazione festival Bemolli sono blu

Sandro De Palma

Sandro De Palma

Cecilia Colasanti

Cecilia Colasanti

Vincenzo Ceniti

Vincenzo Ceniti

Da sinistra: Luigi Pasqualetti e Sandro De Palma

Da sinistra: Luigi Pasqualetti e Sandro De Palma

Viterbo – “Viterbo in musica entra nel Fus e sbarca su Radio tre, ampliando infine il suo campo di azione anche agli ex comuni”. Queste le principali novità del festival i Bemolli sono blu che festeggia quest’anno la sua sesta edizione, ripartendo dopo la stagione del Covid. Dal 25 settembre al 12 novembre. Ingresso 5 euro, ridotto 2 euro.

Questa mattina nella sala regia del comune di Viterbo la presentazione del programma. Al tavolo, il direttore artistico del festival Sandro De Palma, Luigi Pasqualetti, presidente della fondazione Carivit, Cecilia Colasanti, direttrice organizzativa del festival e il console del touring club Vincenzo Ceniti.

Olrre trenta concerti, un tema conduttore e quattro linee programmatiche. In più, le location, palazzi storici del territorio comunale. Dalla chiesa di San Silvestro a palazzo Gallo a Bagnaia, dalla chiesa di Santa Maria della verità all’abbazia di San Martino al Cimino.

“Il festival – ha detto De Palma – entra nel Fondo unico spettacolo. Un risultato importante. Non solo, ma alcuni concerti verranno trasmessi anche su Radio classica di Radio Tre, una delle più prestigiose trasmissioni radio di musica classica al mondo”.

“Il tema conduttore di quest’anno – prosegue De Palma – è sempre il romanticismo, per il terzo anno, l’ultimo. Tema che abbiamo voluto legare alla Tuscia, terra anch’essa splendida e romantica. L’autore a cui invece è dedicato il festival è Franz Liszt”.

Infine, le linee programmatiche del festival: giovani, musica da camera, musica contemporanea e musica sacra.

“La fondazione – ha poi commentato Pasqualetti – sostiene il festival perché oltre a far esprimere i giovani è anche l’occasione per aprire tante sedi storiche del territorio che altrimenti resterebbero chiuse, incentivando in questo modo il turismo. E per dare un colpo di reni alla nostra economia”.

”Le radici che abbiamo messo a Viterbo – ha sottolineato Colasanti – si estenderanno a livello nazionale promuovendo il territorio su tutti i mass media”. Un territorio ricco di musica e musicisti.  “A Viterbo – ha concluso infatti Ceniti – c’è una vivace attività musicale con centinaia di ragazzi che affrontano lo studio degli strumenti musicali”.

Daniele Camilli


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20 settembre, 2022

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