Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – È con molta amarezza che dobbiamo constatare che l’agricoltura è scomparsa dai programmi elettorali e presumibilmente dall’agenda politica del prossimo governo, qualunque esso sia. Purtroppo, in questa campagna elettorale, non siamo stati ritenuti degni nemmeno di ricevere promesse.
Interrogandoci sui motivi di questa assenza qualche ragione ce la siamo fatta. Le attività agricole si svolgono in campagna e, com’è noto, le campagne non sono densamente popolate. Ad esempio, la provincia di Viterbo, nota per essere uno dei territori con più alta vocazione agricola d’Italia, conta tanti abitanti quanti sono quelli di un quartiere romano. Di conseguenza risulta particolarmente evidente che a livello elettorale rappresentiamo un pacchetto di voti trascurabile. A livello elettorale è meglio rivolgersi alle città e non perder tempo con le campagne, i veri voti si prendono nei grossi centri urbani e le promesse elettorali vanno calibrate in base alle esigenze del maggior numero dei votanti.
Questa crudele radiografia dimostra ancora di più quanto noi agricoltori siamo soli e questo comunicato, però, dimostra quanto siamo perseveranti e caparbi. La scelta di riunirci spontaneamente in comitati e associazioni è la risposta a questa solitudine, insieme non siamo soli, insieme la nostra voce assume un peso, insieme abbiamo più possibilità di essere ascoltati.
La gelata del 2021 e la siccità di quest’anno hanno messo in seria crisi molte aziende, i costi energetici le incertezze sulle forniture necessarie all’esercizio di una annualità agricola aggravano una situazione già drammatica. Di risposte concrete ne abbiamo avute poche, di provvedimenti attuati per garantire il nostro lavoro non ne abbiamo visti.
Per esempio, ancora la regione Lazio non ha avviato il programma di richieste di risarcimento per la siccità di quest’estate. Invece, la regione Piemonte ha quasi raccolto tutte le richieste. Eppure, abbiamo fatto numerosi appelli. Eppure, abbiamo visto i nostri politici particolarmente preoccupati per la situazione di quest’estate.
Al dramma, infine si è aggiunta la beffa. Nelle filiere che portano i nostri prodotti ai consumatori si sono inserite distorsioni e speculazioni che hanno portato a lievitare enormemente i prezzi dei prodotti al consumo e a volte a diminuire i prezzi dei prodotti all’origine. Il recente prezzo delle nocciole ne è un esempio eclatante.
Constatiamo, ancora una volta, che nessuno ha speso una parola quanto meno per confortarci.
Il vero dramma, comunque, tra poco sarà per tutti e si manifesterà con prezzi fuori controllo di cose semplici come il pane, l’olio, la pasta, il latte. In quel momento sarà chiaro quanto sono importanti le campagne e chi le abita e che i prodotti che ci alimentano provengono dalla terra e dal lavoro di chi la coltiva.
Concludiamo con un suggerimento rivolto a tutti i consumatori. Iniziate ad abituarvi al gusto della farina d’insetti e del latte sintetico, perché se l’agricoltura viene considerata in questo modo il futuro è questo.
Fernando Monfeli
Presidente Associazione spontanea di tutela agricola
Luca Di Piero
Presidente comitato No Imu agricola
Rodolfo Ridolfi
Presidente Comitato per la salvaguardia del territorio di Corchiano e della Tuscia
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