Uno dei settori economici che hanno mostrato negli ultimi anni un grande dinamismo è quello delle startup innovative. Il numero totale di queste aziende continua a crescere, come illustrano i dati raccolti dal Ministero dello sviluppo economico (Mise) riguardanti il primo trimestre del 2022. Le cifre confermano il trend positivo già in atto nel 2021, e danno segnali incoraggianti in un periodo ancora caratterizzato da forti instabilità. Nei primi tre mesi dell’anno, la sezione speciale del registro delle imprese riportava un totale di 14.362 startup innovative, 285 in più rispetto al trimestre precedente per un aumento del 2%.
Il panorama delle startup innovative
Esaminando i settori nei quali operano le startup innovative si nota una distinta prevalenza delle società che offrono servizi alle aziende, che raggiungono il 75,8% del totale. Le startup del settore manifatturiero sono il 16,0% e si occupano spesso della fabbricazione di macchinari o prodotti elettronici; il 3,0% delle startup è invece attivo nel commercio.
Per quanto riguarda la composizione, sono in leggero calo le startup a prevalenza giovanile, che con 2.432 unità rappresentano il 16,9% del totale. Le nuove startup composte per la maggior parte da persone sotto i 35 anni superano le nuove imprese non innovative di tre punti percentuali.
Si nota un lieve aumento per quanto riguarda le startup innovative a prevalenza femminile, che raggiungono le 1.870 unità e il 13,0% del totale. Nel 43,3% del totale delle startup innovative è presente almeno una donna nella compagine sociale. Il trend che vede una maggiore presenza e attività femminile nell’ambito delle startup innovative sembra proseguire dal 2021. Già l’anno scorso questa azienda, fondata dall’imprenditrice Silvia Wang, era stata selezionata per un finanziamento pre-seed di 1,1 milioni di euro da Exor Seed, che opera nel venture capital per la famiglia Agnelli.
Infine, le startup innovative a prevalenza straniera sono il 3,6%, cioè 511 unità. Almeno uno straniero è presente in 2.035 imprese, il 14,5% del totale.
Dove si trovano le startup innovative
La distribuzione geografica delle startup innovative evidenziata dal Mise vede una netta prevalenza delle aziende fondate in Lombardia: sono 3.885, il 27,0% della totalità a livello nazionale. Il Lazio è al secondo posto con il 12,0% (1.729 aziende) e la Campania si posiziona sul terzo gradino del podio al 9,2% (1.317 aziende). Fanalini di coda sono Basilicata, Molise e Valle d’Aosta, rispettivamente con 1,0%, 0,6% e 0,2% del totale delle startup innovative italiane.
La situazione è analoga quando guardiamo alla distribuzione su base provinciale, con Milano al primo posto al 18,9% del totale nazionale. Segue Roma, che con 1.555 startup (10,8%) è l’unica altra città a superare quota mille. Le altre province italiane sono ben lontane dalle prime due: al terzo posto troviamo Napoli con 657 startup innovative.
Tendenze per i prossimi mesi
Nell’attuale scenario politico ed economico, caratterizzato da elezioni anticipate, alta inflazione e crisi energetica, non è semplice fare previsioni precise riguardo al futuro delle startup innovative. È altamente probabile che la digitalizzazione continuerà ad avere un ruolo centrale, rendendo più rapidi processi già in atto e creando per aziende e consumatori nuovi bisogni che le startup innovative più lungimiranti potranno cercare di soddisfare. La sostenibilità è un’altra questione cruciale, così come i temi sociali. Guardando agli investimenti, infatti, è evidente un trend in crescita per le imprese del settore “Green & Social”. Le startup che si dichiarano impegnate dal punto di vista della sostenibilità e dei diritti civili, infatti, ricevono più facilmente l’attenzione di venture capitalist e investitori.
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