– Ugo Gigli e Gabriela Grassini separati in casa Ater.
Dopo una breve luna di miele, tra il direttore e il presidente Ater sono ai ferri corti. Problemi di comunicazione.
“Dopo quarant’anni – spiega Gabriela Grassini – è evidente che si sente l’azienda come se fosse sua, io pure dopo avere amministrato per dieci anni il comune di San Lorenzo, me lo sentivo un po’ mio, ma non è così e l’Ater è un’azienda pubblica”.
Il suo lavoro all’Ater, una corsa a ostacoli. “Possibile che il presidente non sia messo a conoscenza di quello che accade? – si domanda Grabriela Grassini – devo faticare per avere i documenti”.
Tutto è precipitato con la relazione portata al consiglio d’amministrazione dal presidente. “Il nove maggio – ricorda Gabriela Grassini – scadiamo, Zingaretti può commissariarci e prima ho voluto fare una ricognizione sulla gestione e mettere al corrente il cda su una perdita patrimoniale e sulla criticità fra i due settori, politico e gestionale, a danno dell’organismo istituzionale.
Ricordo che pure Barra al posto mio ha avuto gli stessi problemi, ma io posso non dire certe cose?
Faccio un bilancio del 2012 che chiudo in pareggio, poi vengo a sapere che invece è in perdita e non ne so assolutamente nulla. Ho chiesto lumi ai revisori dei conti che ora lo dovranno certificare. Io capisco la separazione dei poteri, ma qui mi sembra davvero troppo.
Non è che io posso venire a conoscenza di provvedimenti solo di straforo, magari carpendo qualcosa da conversazioni fatte per caso”.
Come per il serpentone di Bagnaia: “Nel 2010 l’Ater lo ha acquistato per tre milioni di euro – ricorda Gabriela Grassini – poi la Regione aveva assegnato due milioni per ristrutturarlo.
Sempre nella netta separazione dei due ruoli, è stato fatto il bando di gara per il recupero, ma mentre lo facevamo, sono andata a Roma e ci hanno detto che avevano definanziato il progetto.
Quei due milioni non ci sono più.Poi scopro per caso che lo scorso 5 novembre comunque è stato firmato il contratto per il recupero dell’immobile.
Ho chiesto come pensavano di pagare e ho portato in consiglio la richiesta di dirottare soldi previsti per altri interventi di difficile realizzazione, chiedendo alla Regione di poterli spostare. L’autorizzazione non è mai arrivata e abbiamo un contratto da onorare.
Ci sono i soldi delle vendite d’appartamenti, ma il finanziamento non c’è più. Si troverà una soluzione, ma me lo vuoi almeno dire?”.
Si viaggia su binari paralleli. “Avrò anche io il mio bel carattere, ma ci sono principi su cui non sono disposta a derogare. All’inizio sembrava che dovesse andare tutto bene, poi quando mi trovo a fare il resoconto del 2012 sui progetti da maggio, scopro che non è stato fatto niente di quanto era previsto.
Oggi noi non abbiamo soldi per la manutenzione. Su quattromila alloggi sono stati spesi 800mila euro, ma cosa sono rispetto al patrimonio immobiliare dell’Ater?”.
Servirebbe qualche taglio secondo Gabriela Grassini, per recuperare un po’ di soldi.
“Che ci stanno a fare sette membri del consiglio d’amministrazione? – si chiede la presidente – anche i costi per il direttore, la cui rimunerazione è sostanziosa, si potrebbero risparmiare.
Questo ruolo lo potrebbe ricoprire un responsabile interno, così non si spendono altri soldi. Noi invece ci mettiamo un esterno. Sarebbero situazioni da correggere, a Viterbo e non solo”.
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