Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – È facile criticare dopo una sconfitta. Sono tutti allenatori da bar dello stadio. Però ci duole ammettere che qualcosa non ha funzionato in Italia, nella nostra amata regione Lazio e ancor più nella nostra provincia, Viterbo.
Come simpatizzanti abbiamo iniziato quest’avventura leghista partendo da zero, per arrivare dopo pochi anni, in termini di consensi, a cifre iperboliche. Ci abbiamo semplicemente messo la faccia. La provincia di Viterbo si è sempre distinta per gli ottimi risultati ottenuti sul territorio della Tuscia viterbese, spesso superiori ad altre nobili province limitrofe, non certo grazie ai vari direttivi provinciali che si sono avvicendati fino ad oggi, ma solo alla determinazione e presenza costante sul territorio dei coordinatori comunali.
Nel 2018, nel Lazio, la Lega ottenne alle politiche il 16,44%, il 25 settembre 2022 nel Lazio la Lega ha ottenuto il 6,11%, perdendo sul territorio oltre il 62% del proprio elettorato. Alle Europee del 2019 (solo tre anni fa, non 30) la Lega ottenne nel Lazio il 32,66%, con una perdita in termini di consensi, confrontata con le politiche 2022, stimata intorno al -77,16% del proprio elettorato. A Viterbo, dal 42% raggiunto alle Europee, dopo solo 3 anni, si è scesi alle recenti amministrative di tre mesi fa al 5%.
A livello nazionale invece la Lega nel 2018 ottenne il 17,37%, mentre sempre alle recenti politiche nazionali l’8,81% circa, con una perdita di consensi stimata intorno al -49,28% del proprio elettorato.
Potremmo continuare ma preferiamo soffermarci sulle cause che hanno contribuito a delineare questa clamorosa sconfitta. Molteplici cause, locali e nazionali, di strategia politica fallimentare e di alleanze “strane” unite a una mancanza di comunicazione territoriale senza precedenti.
Al segretario nazionale rinnoviamo ancora una volta l’invito ad ascoltarci, ad ascoltare la base della Lega, il territorio, senza i “nobili filtri” dei potenti locali. Chiediamo altresì, come sta avvenendo in altre regioni, che venga azzerata la direzione regionale della Lega anche nel Lazio con le dimissioni del coordinatore regionale Claudio Durigon e le dimissioni del coordinamento provinciale della Lega Viterbo che in questi ultimi 3 anni si sono resi rei di aver “dimenticato il territorio” e, per ultimo ma non ultimo, per aver azzerato a 30 giorni dalle elezioni del 25 settembre 2022 l’organigramma della Lega territoriale revocando, inspiegabilmente, tutti i coordinatori comunali della provincia di Viterbo proprio sotto le elezioni, azzerando ogni contatto diretto con il territorio.
Altre iniziative di questi vari direttivi provinciali assai discutibili saranno da noi rappresentate al segretario nazionale, Matteo Salvini, se avrà il tempo per incontrarci. Nulla è perduto, se si vuole porre rimedio. Le Regionali sono alle porte.
Certo non aiuta la nota del consiglio federale sulla fiducia ai governatori, “ripartendo anche dall’ascolto del territorio e dalla valorizzazione dei tanti amministratori a partire dai governatori”. “Ripartendo anche dall’ascolto” è un’ammissione di colpevolezza nell’aver abbandonato il territorio. Speriamo che non sia la solita chiusura a riccio che non ci piace. Non è questo il modo di “interagire’ con il territorio”, non è una buona ripartenza.
Chi sbaglia paga. Governatore o non governatore, si deve valorizzare chi merita e non difendere l’indifendibile. Chiediamo solo di valorizzare chi il territorio lo vive. I numeri parlano chiaro, ridate voce al territorio, “valorizzate” il territorio e non chi lo ha dimenticato.
Bruno Casani – Ronciglione
Antonietta Fronteddu – Bassano in Teverina
Giuseppe Giacomelli – Soriano del Cimino
Gianni Lelli – Vignanello
Giovan Battista Emiliani – Vetralla
Roberta Roberti – Tarquinia
Tristano Quaglia – Carbognano
Luigi Tofone – Orte
Delegato al coordinamento enti locali della Lega Lazio e ai rapporti con le Ffoo e di polizia
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