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Sanità - Il comitato si mobilita per salvare la struttura - Raccolta firme a Ronciglione, Sutri, Caprarola e Carbognano

“Non lasciate morire l’ospedale Sant’Anna”

di Stefania Moretti
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L'ospedale Sant'Anna di Ronciglione

L’ospedale Sant’Anna di Ronciglione

– Giù le mani dal Sant’Anna. Il comitato in difesa dell’ospedale di Ronciglione si mobilita.

Giovedì sera, prima riunione alla sala del Collegio, per raccogliere idee e proposte.
Un centinaio i partecipanti: cittadini, partiti politici, associazioni e sindaci del comprensorio sud della provincia, tra cui quelli di Ronciglione, Caprarola e Sutri. A moderare l’incontro Piero Chiossi e il consigliere comunale Fabio Troncarelli.

Il Sant’Anna è l’ombra di quello che era – spiega Troncarelli -. In questi ultimi anni, l’ospedale di Ronciglione è stato soggetto a un depotenziamento sistematico. Restano gli ambulatori, il primo soccorso e poco altro. Il laboratorio analisi, per esempio, funziona, ma i risultati devono arrivare da Civita Castellana. Ovviamente, con tempi più lunghi rispetto a prima, quando il servizio era gestito in loco”.

Il comitato pro-ospedale non vuole semplicemente scongiurare la chiusura o lo smantellamento. Chiede di più: potenziamento dei servizi, day surgery cinque giorni su sette, ripristino del laboratorio analisi e del reparto di ematologia. In breve, far funzionare il Sant’Anna a pieno regime, per soddisfare i bisogni sanitari dell’intera Bassa Tuscia.

La posizione del Sant’Anna è strategica – continua Troncarelli -. Il potenziale bacino di utenza è di 60mila persone. Significa che l’ospedale ronciglionese può accogliere pazienti da Sutri, Caprarola, Carbognano, Canepina, Vejano, Bassano, Barbarano, Nepi, Castel Sant’Elia e Fabrica. Da questi paesi il Sant’Anna è molto più vicino di Belcolle. Senza contare che per raggiungere l’ospedale viterbese dal sud della provincia si deve passare per la montagna. Con tutti i rischi che questo comporta in inverno”.

Non è un caso che anche i sindaci di Sutri e Caprarola siano intervenuti alla riunione. Insieme a quello di Carbognano, hanno dato disponibilità a creare un coordinamento pro-ospedale. Un modo ancora più incisivo di presentare le esigenze del territorio a Regione e direzione sanitaria di Belcolle.

Ma non è solo questa la novità. Il Comune di Ronciglione promuoverà una raccolta firme, in collaborazione con Sutri, Caprarola e Carbognano. I moduli di adesione sono stati distribuiti sia nei Comuni che in negozi e associazioni come Croce Rossa, Unitalsi, Protezione civile e Caritas.

“E’ solo la prima di una serie di iniziative che organizzeremo – conclude Troncarelli -. Vogliamo far sentire che questo territorio vuole il suo ospedale. Abbiamo una struttura splendida che non deve andare in malora. Spaziosa, pulita. Quaranta stanze per centoventi posti letto. Lasciarla morire sarebbe uno spreco”.

Stefania Moretti


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13 aprile, 2013

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