Seul – Sale le tensione nell’Asia orientale. Stati Uniti e Corea del Sud hanno infatti lanciato sei missili terra-aria nel mar cinese orientale in risposta a quello sganciato ieri dalla Corea del Nord, che nel suo tragitto ha sorvolato i cieli del Giappone.
Un missile
Ieri è infatti arrivata l’ennesima provocazione da parte di Pyongyang, che ha effettuato un nuovo test balistico a distanza di otto mesi dall’ultimo. Il missile nordcoreano è finito in mare, ma ha sorvolato i cieli del Giappone e costretto le autorità di Tokyo a dare l’allarme per far correre i cittadini nei rifugi di sicurezza sotterranei.
La riposta non si è fatta attendere molto. Intorno alla mezzanotte italiana, le forze armate sudcoreane e statunitensi hanno infatti lanciato sei missili terra-aria nel mar cinese meridionale. Il lancio è stato effettuato dalla base militare di Gangneung, la più vicina alla Corea del Nord. Seul e Washington hanno utilizzato missili “Army tactical missile system” (Atacms), che hanno colpito con precisione alcuni bersagli fittizi. Obiettivo dell’esercitazione era di mostrare la propria potenza di fuoco e le proprie capacità militari a Pyongyang, così da scoraggiare eventuali altre provocazioni.
Ma non tutto è andato per il meglio. Uno dei missili lanciati da Corea del Sud e Stati Uniti ha avuto infatti un malfunzionamento ed è caduto a terra durante l’esercitazione. L’esplosione, il boato e il successivo incendio hanno provocato momenti di forte paura tra la popolazione della città sudcoreana di Gangneung, che in un primo momento ha anche temuto un attacco nordcoreano. I capi di stato maggiore di Seul hanno comunque affermato che nessuno è rimasto ferito nell’incidente.
Esercitazioni e missili a parte, preoccupa non poco la crescente tensione in Asia orientale. Tanto che è prevista per questa sera alle 21 una riunione di emergenza del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.
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