Viterbo – (g.f.) – “Aggressione ai grandi morosi e correttivi da adottare per accedere agli anticipi di cassa”. La seduta fiume su Talete si è conclusa e la sindaca Chiara Frontini tira le somme di un dibattito lungo, non privo di scontri, dove le posizioni sono state ancora una volta esposte, con le distanze rimaste pressoché immutate.
“Responsabilità, serietà e trasparenza nelle scelte – spiega Frontini – questo è quello che i cittadini viterbesi e anche di tanti comuni della provincia in questa circostanza, si aspettano da noi sul dossier Talete. Una partita che non è della sindaca Frontini o della maggioranza, ma della città di Viterbo, che si è sempre espressa in ogni discussione avvenuta in consiglio comunale, spesso anche all’unanimità, contro la vendita delle quote”. Dal 2019 fino all’ultima seduta appena insediata la nuova amministrazione.
Viterbo – Consiglio comunale Talete
Talete attraversa difficoltà di diversa natura. “Tralasciando i motivi per cui siamo arrivati a questo punto – osserva Frontini – anche se molti sono gli interrogativi che meritano una risposta da dare subito dopo aver risolto l’emergenza impellente e senza entrare troppo nel tecnico, due sono gli aspetti da tenere separati, la difficoltà finanziaria di cassa e di investimenti della società”.
Quella finanziaria, di cassa, appare piuttosto impellente. Come spiegato anche dall’amministratore unico Salvatore Genova.
“In questo momento la sofferenza del flusso di cassa è ovviamente accelerata dal caro bollette – precisa Frontini – cosa per cui nessun privato e nessun comune avrà la soluzione, se questa criticità non viene affrontata a un livello superiore al nostro. Non fallisce Talete, fallisce l’Italia intera se non si prevedono misure di mitigazione del caro bollette”.
Come spiegato pure in consiglio comunale, la sindaca ritiene che il rincaro dei costi per l’energia vada tenuto separato dalle difficoltà esistenti già da prima.
La risposta alle difficoltà, pure in fatto di tempistica, per la sindaca continua a non essere la cessione a privati del 40% di capitale. “Dovendo essere celeri, è più veloce bandire una gara per la vendita delle quote, rispetto alla quale permangono perplessità sull’impatto che avrebbe sui flussi di cassa, oppure sbrigarsi ad adottare i correttivi richiesti dal 2019, come ad esempio la mancata applicazione del testo integrato corrispettivi servizio idrico (Ticsi), che sta, giusto per citare un esempio, pregiudicando la possibilità d’accedere alle anticipazioni della cassa per i servizi energetici e ambientali varate per sostenere il costo dell’energia elettrica, come deliberato da Arera il 24 maggio scorso? Non è forse questa una valida soluzione per mitigare il rincaro energia, che non si sta percorrendo?”.
Altro fronte, il recupero delle bollette non pagate. “L’aggressione dei grandi morosi, ossia debitori per pendenze da oltre 10mila euro, su cui molto è già stato fatto, ma che continuano a pesare sulle spalle della società per una morosità di oltre 24 milioni di euro”.
L’altro fronte è quello degli investimenti. Fondamentali, ma per la sopravvivenza di Talete in secondo piano rispetto alle esigenze di liquidità.
“Sulla parte finanziaria, per gli investimenti – dice ancora la sindaca Frontini – è stato dichiarato che sono stati richiesti progetti per 184 milioni di euro con i bandi Pnrr, di cui 9 già finanziati. Anche ammesso che solo la metà vada a buon fine, si tratta di una mole d’investimenti ingenti, che vanno ben oltre le più rosee aspettative.
Senza considerare l’opzione Arera che, sempre per investimenti, resta da definire quanto prima, presumibilmente già la prossima settimana avendo il presidente Romoli richiesto l’incontro sollecitato da diverso tempo”.
In questo caso di tratta del fondo di perequazione, da 40 milioni di euro. Il presidente della provincia Romoli, così come la gran parte dei sindaci considera questa parte un capitolo chiuso, Frontini insiste nel tentare la strada e ottenere una risposta.
“Nessuno impedisce a Talete, né all’Ato – conclude Frontini – né a nessuno di noi di lavorare su tutte le strade. Anzi, è nostro dovere farlo e il comune di Viterbo sta facendo la sua parte, con la massima apertura al dialogo e alla ricerca di una soluzione condivisa, ma mantenendo fermo il rispetto del mandato ricevuto dai cittadini e dal consiglio comunale e non da oggi”.
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