Viterbo – Per il teatro Unione il sogno resta quello di una fondazione. L’assessore alla Cultura Alfonso Antoniozzi ce l’ha nel cassetto e spera prima o poi di poterlo tirare fuori.
“L’intenzione è di capire, stimolando – osserva Antoniozzi – se all’interno del tessuto cittadino ci sia interesse per costituire la fondazione”.
Un organismo del genere, per il teatro significa anche produrre spettacoli, dare impiego, tra macchinisti, costumisti e tutto il personale necessario, dietro e davanti le quinte.
Progetto ambizioso e non semplice da portare a termine. Antoniozzi ne è cosciente, presentando la nuova stagione teatrale, con gli spettacoli in abbonamento. Prosegue la collaborazione con Atcl.
Soddisfatto del cartellone e del tandem che va avanti, ha attraversato tre amministrazioni.
Con la nuova realtà si andrebbe oltre il semplice mettere in scena gli spettacoli. “Il mio auspicio è che la città abbia la forza e il coraggio di prendere questo teatro e farlo diventare qualcosa di produttivo. Non perché Atcl non vada bene, anzi. Ma se da domani andassero via, il teatro non avrebbe più nulla, operai, personale”. Fanno parte dell’intesa, un aspetto non secondario, con le difficoltà delle amministrazioni in quanto a organico.
“La fondazione invece – prosegue Antoniozzi – assumerebbe macchinisti, elettricisti, sarti, parrucchieri, truccatori per far funzionare il teatro e mettendo in scena spettacoli. Non è escluso, poi, che si possa anche inserirli in circuiti, portandoli al di fuori della città”.
Atcl è una struttura della regione Lazio che lavora per una trentina di comuni, gran parte dei capoluoghi. “Se in futuro la situazione a Viterbo dovesse cambiare – spiega Luca Fornari di Atcl – potremo collaborare su progetti specifici e se non siamo più utili qui, con Viterbo che cammina da sola, staremmo da un’altra parte. Non siamo una realtà privata, ci muoviamo in modo diverso”.
Giuseppe Ferlicca
– Su il sipario con Sabina Guzzanti, Lella Costa e Anna Foglietta
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