Riceviamo e pubblichiamo – Ormai è un vero e proprio bollettino di guerra per la sanità viterbese.
Situazioni allarmanti che sembrano essere comuni a diverse strutture sanitarie accreditate, si susseguono quasi quotidianamente e l’atteggiamento assunto dalla Congregazione di Villa Rosa aggrava ancora di più un clima che, nelle ultime settimane, si è fatto pericolosamente incandescente.
Quando si adombrano licenziamenti sugli operatori sanitari, soprattutto se richiamati da motivazioni che nulla hanno a che fare con responsabilità degli stessi, si rende quanto mai necessario un accurato accertamento delle cause che sono alla base di siffatte intenzioni, tanto spregiudicate, quanto rischiose perché determinerebbero gravi decadimenti sui livelli assistenziali e occupazionali, peraltro sostenuti con finanziamenti pubblici attraverso le convenzioni con il sistema sanitario nazionale.
Ultimamente, la Congregazione delle suore ospedaliere del Sacro Cuore di Gesù ha superato i limiti della correttezza istituzionale allorquando, nel comunicare alle organizzazioni sindacali la volontà di licenziare 41 dipendenti, ne ha “sparati”, poi, 73 dopo l’incontro in Prefettura avvenuto nei giorni scorsi e che ha visto impegnati lo stesso prefetto, il commissario e il direttore sanitario Asl, il sindaco, le organizzazioni sindacali Cgil – Cisl – Uil – Ugl – Fials e le rappresentanze aziendali dei lavoratori.
Non può sfuggire a nessuno che la lievitazione dei licenziamenti, con le modalità con cui è stata prodotta e comunicata, ha generato sconcerto e perplessità in tutti coloro che, da settimane, tentano di stabilire un filo conduttore con la Congregazione di Villa Rosa, al solo scopo di salvaguardare i bisogni dei malati e le aspettative degli operatori sanitari, questi ultimi ormai sfiancati e tormentati dallo spettro del licenziamento, sin qui annunciato con una certa “schizofrenia” sul numero degli esuberi notificati prima e dopo il “piano tagli”.
Pertanto, nel prendere atto dell’impegno profuso dal prefetto, dal sindaco, dal commissario Asl e dagli stessi sindacati per salvaguardare occupazione e assistenza sanitaria in una struttura importantissima come quella di Villa Rosa, preso atto anche degli appelli del presidente della Provincia Marcello Meroi, del consigliere regionale Enrico Panunzi e di altri, ci si chiede se non sia il caso di analizzare l’attuale drammatico contesto sanitario viterbese in un consiglio comunale straordinario, con la partecipazione di tutti i Responsabili della “Cosa Pubblica” perché, dopo la misteriosa crisi di Villa Rosa, occorre fare i conti anche con le tensioni che si registrano presso Villa Buon Respiro e la Nuova Santa Teresa, strutture sanitarie dove incombono licenziamenti e riduzione di assistenza specialistica, delle quali l’ospedale di Belcolle, di certo, non si trova nella condizione di farsene carico in nessun modo.
Roberto Talotta
Consigliere comunale uscente
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