Tuscania – Prezzi dell’energia alle stelle e caro-bollette stanno mettendo a dura prova anche i comuni della Tuscia, tanto da costringere i sindaci a spegnere luci e lampioni nelle strade.
A Tuscania, al buio Colle di San Pietro e le mura castellane, simboli della città. “È stata una decisione obbligata – commenta il primo cittadino Fabio Bartolacci -. Da una prima analisi, la società che gestisce l’illuminazione ci ha comunicato che avremo aumenti per oltre 250mila euro”. Per ora, sono stati spenti oltre 70 punti luce, di cui 40, come sottolinea il sindaco, “sono fari che avevano un consumo di 400 chilowatt”. Oltre al Colle di san Pietro e alla mura castellane, al buio nelle ore serale ci sono anche alcune vie che portano fuori dalla città.
Una prima manovra all’insegna del risparmio energetico, ma che potrebbe non bastare nel futuro prossimo. “Se non ci saranno ristori da parte dello stato, dovremo essere più incisici” annuncia Bartolacci. “Ci stiamo organizzando per razionalizzare l’intera città. L’illuminazione deve essere garantita, questo è certo, ma devono essere razionalizzati anche i costi della pubblica amministrazione”.
Anche perché il problema del caro-bollette non riguarda solo illuminazione. “A questi costi – ricorda il primo cittadino di Tuscania -, si aggiungerà poi l’aumento dell’energia per quanto riguarda l’uso dei pozzi, per quanto riguarda il depuratore, le scuole, gli uffici pubblici. Siamo veramente preoccupati e quindi ci stiamo organizzando. Togliendo quello che ora può essere superfluo per evitare di essere costretti, in futuro, a rinunciare al fondamentale“.
A seguire il “modello Tuscania”, anche altri comuni del Viterbese. Tra questi Civitella D’Agliano. “A causa dell’aumento del costo dell’energia – rende noto il sindaco Giuseppe Mottura -, questo comune è costretto a ridurre i costi. Per tale motivo nei prossimi giorni si provvederà allo spegnimento di parte dell’illuminazione pubblica”.
Barbara Bianchi
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