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L'irriverente - Il lavoro dei parlamentari tra Camera e Senato - Qualcuno vuole pure il ripristino della festa di san Giuseppe

Parlamento, in 8 sedute già 700 proposte di legge

di Renzo Trappolini
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Renzo Trappolini

Renzo Trappolini 

– Con i dibattiti, i 630 deputati eletti il 25 febbraio non si sono certo sprecati (8 sedute in 43 giorni), ma con i compiti a casa hanno riparato. Almeno alcuni di loro, quelli, cioè, che hanno presentato quasi 700 proposte di legge (Davide Caparini, ingegnere meccanico leghista – per esempio – ne ha sfornate 47 in un giorno solo).

Si sa, però, che di esse solo una minima parte andrà in Gazzetta Ufficiale e sarà imposto a chiunque di osservarne le prescrizioni. Infatti, la trafila è lunga e non solo per l’esame nelle commissioni e l’andirivieni tra Camera e Senato, ma anche per altri intoppi, perfino tipografici: se le proposte non vengono stampate, non se ne conosce il contenuto e quindi non se ne può discutere; ma per stamparle c’è bisogno dell’assegnazione in commissione e le commissioni non ci saranno finché non ci sarà il governo.

Comunque, in venti giorni 676 progetti e sugli argomenti più vari.

Dalle solite riforme, alla “rigenerazione urbana” e “mobilità dolce” di Ermete Realacci, alla “tutela della bellezza” di Pino Pisicchio, alla Magna Grecia di Nicodemo Oliverio, ai limoneti di Acireale di Catanoso Genoese (detto Basilio), alla provincia montana, ma “speciale”, a Belluno proposta da Bressa.

Fino al ripristino della festa di san Giuseppe il 19 marzo, che sta a cuore a Renate Gebhard, una giovane signora eletta a Bolzano e non iscritta ad alcun partito.

Buttiglione e la Binetti vogliono invece disciplinare il “diritto di visita dei nonni ai nipoti” ed hanno pure un progetto “per l’incremento della natalità”. Attendere la stampa del testo per conoscere come si fa.

Scontate poi le iniziative animaliste della Brambilla, dal riconoscimento in Costituzione della tutela del mondo animale alla mutua malattie. Come pure quella di Niki Vendola, che, prima di dimettersi perché presidente di regione, ha depositato un articolato per “l’uguaglianza dell’accesso al matrimonio e di filiazione delle coppie formate dallo stesso sesso”.

Dei deputati viterbesi, solo Donatella Ferranti ha firmato progetti (9), tutti per il settore giustizia.

Altri deputati della Tuscia, “non pervenuti”: in rodaggio giustificato Bernini ( se non in silenzio stampa di compagine) e Alessandro Mazzoli, che non può smentire l’innata prudenza.

Troppo navigato, invece Giuseppe Fioroni, il quale, forse, sa ben dare il giusto peso alla carta, pur se stampata dalla tipografia del parlamento: nei 5 anni precedenti, due proposte come primo firmatario e firma aggiunta su 43 di altri. In totale 45. Ne sono diventate legge solo 3.

Renzo Trappolini


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20 aprile, 2013

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