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Diretta - Parte ufficialmente la nuova legislatura - Oggi primo test per l'elezione dei presidenti di Camera e Senato

Liliana Segre: “Il paese ci guarda, abbiamo la responsabilità e l’opportunità di dare l’esempio”

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Diretta Camera 



Diretta Senato


Roma – “Il paese ci guarda. Grandi sono le nostre responsabilità e opportunità di dare l’esempio. Dobbiamo aprirci all’ascolto e dobbiamo esprimerci con mitezza e gentilezza”. Così Liliana Segre, che questa mattina ha aperto la prima seduta del Senato della 19esima legislatura per eleggere il nuovo presidente. A dirigere i lavori alla Camera è invece il deputato di Italia Viva Ettore Rosato.

A inaugurare la nuova legislatura è stata la Camera, convocata in prima seduta pubblica dalle 10 per la costituzione dell’ufficio provvisorio di presidenza, della giunta delle elezioni provvisoria e proclamazione dei deputati subentranti. E, soprattutto, per l’elezione del presidente. Dirige i lavori Ettore Rosato, vicepresidente più anziano per elezione tra quelli della legislatura precedente.

Con lo stesso ordine del giorno, ma alle 10,30 è stato convocato invece il Senato. Per via della maggioranza necessaria, oggi è probabile che sia eletto il presidente al Senato, non alla Camera. Qui infatti sono necessari due terzi dell’assemblea nei primi tre scrutini e dal quarto la maggioranza assoluta. Diversamente dal Senato dove già da oggi Ignazio La Russa potrebbe essere nominato. Sono due le votazioni necessarie, a maggioranza assoluta.


Camera - La seduta d'insediamento - Ettore Rosato

Camera – La seduta d’insediamento – Ettore Rosato


“È per me un onore aprire i lavori di questa 19esima legislatura”, ha affermato Ettore Rosato in apertura del suo discorso alla Camera. Che ha inaugurato i lavori rivolgendo un ringraziamento al presidente della repubblica Sergio Mattarella, ai presidenti Conte e Draghi della 18esima legislatura, all’ultimo presidente della Camera Roberto Fico e, in conclusione, a Liliana Segre: la senatrice 92enne dirigerà infatti più tardi, questa mattina, i lavori al Senato.

“La legislatura inizia in un quadro difficile – ha aggiunto Rosato -. L’Europa è sprofondata in una guerra di cui non si vede la fine e il nostro continente è finito in una spirale di violenza e morte. E bisogna fare leva sulla volontà degli italiani di ripartire e ricostruire. Di fronte alle urgenze, l’impegno del parlamento deve essere di rispondere con forza e unità. Il paese si aspetta da noi risposte efficaci, spirito di condivisione”. Subito dopo il discorso inaugurale, la prima chiamata dei deputati.

Circa quaranta minuti dopo è iniziata la sessione dei lavori anche al Senato, diretta da Liliana Segre. Anche in quest’aula prima con la costituzione ufficio di presidenza provvisorio, della giunta provvisoria per la verifica dei poteri e proclamazione dei senatori subentranti. Poi, subito dopo, l’elezione del nuovo presidente che prenderà il posto di Maria Elisabetta Alberti Casellati. “Il paese ci guarda – ha affermato Segre -. Grandi sono le nostri responsabilità e opportunità di dare l’esempio. Dobbiamo aprirci all’ascolto e dobbiamo esprimerci con mitezza e gentilezza”.


Senato - La seduta di insediamento - Liliana Segre

Senato – La seduta di insediamento – Liliana Segre


“Tocca a me assumere la presidenza temporanea del senato nel mese in cui ricorre il centenario della marcia su Roma – ha aggiunto la senatrice -. Il valore simbolico si amplifica nella mia mente perché ai miei tempi la scuola iniziava ad ottobre ed è impossible non provare una sorta di vertigine ricordando quella stessa bambina che in un giorno come questo del 1938 fu costretta dalle leggi razziali a lasciare vuoto il proprio banco della scuola elementare. E che quella stessa bambina oggi si trova sul banco più prestigioso del senato”.

Il popolo italiano ha sempre dimostrato attaccamento alla sua costituzione – ha aggiunto Liliana Segre -. I cittadini hanno sempre scelto di difenderla perché da essa si sono sentiti difesi. Le grandi nazioni dimostrano poi di essere tali anche riconoscendosi coralmente nelle festività civili, ritrovandosi affratellati nelle ricorrenze scolpite nel grande libro della storia patria. Perché non dovrebbe essere così in Italia? Perché devono esse vissute come date divisive anziché con spirito repubblicano? 25 aprile, primo maggio, due giugno. Scandiscono un patto tra le generazioni, tra memoria e futuro”.


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13 ottobre, 2022

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